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Possiamo convivere con il vulcano?

Eugenio Privitera, vulcanologo, ci porta in cima all’Etna, tra gas e colate laviche e ci racconta quali sono gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione per convivere con i vulcani.

Nelle sale operative di monitoraggio ad esempio, è possibile prevedere con un certo anticipo l’inizio di un’eruzione oppure studiare l’andamento probabilistico delle colate laviche sulle pareti dell’Etna, per individuare così le zone che hanno una maggiore probabilità di essere invase dalle colate laviche.
Tutte informazioni e dati che aiutano cittadini e governi locali ad organizzarsi e convivere in sicurezza con il vulcano.

L’Etna è stato sempre attivo e quindi pericoloso. Alcune iconografie rappresentano un’eruzione del 1669 e consentono di osservare il comportamento delle colate laviche. In quell’occasione le popolazioni di Catania e Misterbianco, in pericolo, cercarono, litigando, di deviare il corso della lava per mettersi al riparo.

I pericoli, da allora, sono cambiati. Ad esempio, le nubi gassose prodotte durante le eruzioni sono molto pericolose per la navigazione aerea.

L’ultima distruzione totale di un paese (Mascali) risale al 1928 e non se ne verificava una da 330 anni prima, questo a testimoniare che la convivenza è possibile. Con le dovute attenzioni.

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