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Primo: non sprecare

Il 30% della produzione mondiale di cibo va buttata, ovvero, 1 miliardo e 600 milioni di tonnellate di cibo, l’80% del quale è ancora commestibile.
Con oltre 800 milioni di persone che soffrono la fame, sul piano etico è inaccettabile.
Ma anche sul piano ambientale. Gettare frutta, verdura, cereali, pesce e carne significa aver consumato inutilmente acqua, suolo, energia; aver prodotto invano gas serra e inquinamento, con ripercussioni su flora, fauna, ed ecosistemi.
Un prezzo che pagherà l’intera società e le generazioni future anche in termini di danni alla salute.

Come se ne esce?
Andrea Segrè, professore di politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna e fondatore del sistema di recupero alimentare Last Minute Market, ci spiega come contrastare lo spreco (e combattere la crisi) attraverso un’analisi dettagliata del problema e delle sue soluzioni.

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