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R.A.M. 3 puntata

R.A.M Ricerhe, Archivi, Memoria

Il Magazine di Rai Storia

di Alessandra Bisegna, Andrea Branchi, Massimo Gamba, Giuseppe Giannotti e Davide Savelli.

3^ Puntata 

Continua il viaggio di R.A.M il nuovo Magazine di Rai Storia sul Novecento.

Le Ricerche inedite di storici italiani, gli Archivi pubblici e privati del nostro paese, la Memoria attraverso ricordi e testimonianze.

RAM è aperto alle segnalazione degli abbonati, pronto a raccontare le storie, gli archivi privati, le testimonianze, che quotidianamente arrivano alla mail storia@rai.it e al portale di RaiStoria www.raistoria.rai.it

Raccontiamo assieme la storia del Novecento su un canale del Ventunesimo secolo: RaiStoria, la storia di noi tutti.

La lista di Shindler: il 14^ martire della storta

Harry Shindler è un veterano inglese di 91 anni, vive a Porto d'Ascoli, nelle Marche meridionali. Ha partecipato allo sbarco di Anzio, ed è rimasto in Italia. Da decenni sfrutta le sue conoscenze in Inghilterra, in quanto ex presidente dell'Italy Star Association e in Italia, in quanto profondo conoscitore dei movimenti resistenziali del centro Italia, per rintracciare militari alleati, partigiani o comuni cittadini che si sono distinti in interventi privati di cui i protagonisti italiani (o i loro familiari) cercano da anni una testimonianza diretta (per rispondere a un quesito, per chiarire un mistero, o semplicemente per esprimere la loro profonda riconoscenza). Nel 2009-2010 Shindler ha scritto un libro insieme a Marco Patucchi (La mia guerra non è finita - Dalai Editore) in cui racconta alcune delle storie più interessanti. Tra queste, la storia del 14' martire dell'eccidio della Storta, ufficialmente senza nome, che Harry rintraccia come Gabor Adler, alias John Armstrong, agente segreto britannico. Patucchi: “… dei quattordici morti ammazzati, alla fine tredici avranno un’identità, mentre un quattordicesimo cadavere no. E ad infittire il mistero, il fatto che sulla lapide affissa in via Cassia i nomi sono tredici, mentre sulla lapide nel boschetto in cui avvenne la strage c’è un quattordicesimo nome: l’inglese sconosciuto. E chi fosse quest’inglese, che ci facesse tra di loro, nessuno l’ha mai saputo. Finché Harry Shindler non ne è venuto a conoscenza. Seguiamo Harry Shindler e Marco Patucchi nella appassionante ricerca che porterà a dare un nome e un riconoscimento ufficiale al 14^ martire della storta.

Continuiamo il racconto della Storia d’Italia con le vignette satiriche della rivista il Marc’Aurelio. Una tiratura di 600.00 copie e lo scopo di fare giornalismo sottraendosi alla censura. Con Fellini, Scola, Zavattini, Steno, Marchesi, Metz, Age e Scarpelli, Pipolo, Guareschi, acquerelli, matite e inchiostro raccontano la storia d’Italia che in una manciata d’anni è cambiata e si è trasformata, è sopravvissuta al regime, poi a una guerra mondiale, e infine si è rimboccata le maniche per ricostruire. E’ Fabiana de Bellis, nipote di Vito de Bellis, fondatore del Marc’Aurelio, ad aver raccolto negli anni i documenti e i disegni originali e a raccontarci la storia attraverso una selezione delle più famose vignette. Nella puntata di oggi gli italiani e il caro-vita raccontati dalla mano di Federico Fellini e Vittorio de Seta.

Per la rubrica Testimoni ricostruiamo la vicenda del Generale Antonio Basso, a capo delle forze militari in Sardegna durante la II guerra, attraverso la documentazione e le testimonianze raccolte dalla famiglia. E’ il 1943 quando viene costituito il Comando delle Forze Armate di Sardegna. A capo è posto il Generale di Corpo d’Armata Antonio Basso, alle cui dipendenze è schierata anche una Divisione tedesca di 25.000 uomini. Fino all’armistizio dell’8 Settembre. Cosa accadde in Sardegna all’indomani dell’Armistizio? Come Basso consentì l’esodo della divisione germanica in forma pacifica? Come rispose all’ordine 5V che prevedeva di attaccare i tedeschi e impedirgli l’arrivo in Corsica? L’isola non divenne un campo di battaglia e la mattina del 18 settembre i tedeschi l’abbandonarono sottraendosi all’azione italiana e lasciando in mano italiana viveri, automezzi e prigionieri. Nel 2011 il Comune di Cagliari ha inaugurato una piazza intitolata al Generale Antonio Basso per riconoscerne il merito.

Protagonisti del XX Secolo è dedicato a Sergio Zavattini. Ma prima, l’incontro con un grande uomo del 900. Sceneggiatore, giornalista, commediografo, narratore, poeta, pittore, Cesare Zavattini parla di se e dell’idea della morte con la sua indimenticabile ironia.

DISCORSI – E’ il 10 Agosto del 1946. La 2^ guerra è finita da un mese. Alcìde De Gasperi presenzia alla Conferenza di Pace di Parigi come 1^ Presidente del Consiglio dell’Italia repubblicana. Con le potenze vincitrici dovrà contrattare la ridefinizione territoriale dell’Italia nella difficile posizione di rappresentare un paese sconfitto. L’umiltà nel presentare alle potenze vincitrici le richieste per l’Italia e al contempo la dignità nel pretendere rispetto per un paese che ha combattuto il fascismo.

3^ episodio di : MEJA- Guerre di confine

4 episodi tratti da un documentario, inedito in Italia, presentato ai Festival di Pessac e Biarritz in Francia e Bra nel Montenegro. La dolorosa storia del confine orientale d’Italia. Dal 4 novembre del 1918, con l’annessione all’Italia del Friuli e di Trieste, alla II guerra mondiale, all’ occupazione della Slovenia, fino alle foibe, agli esuli, al trattato di Maastricht che sancisce la scomparsa del confine. In questo episodio: Il campo di concentramento di Rab- La poco conosciuta storia del campo di concentramento di Rab in cui persero la vita, tra l’inverno del ‘42 e il settembre del ’43, 1433 sloveni. La dolorosa storia del confine orientale d’Italia. La resistenza all'occupazione nazifascista dei Balcani. Dalle fucilazioni, alla distruzione di villaggi, alla deportazione nei campi di concentramento. La storia del Rab in cui persero la vita 1433 sloveni. “… è comprensibile e giusto che il campo di concentramento non sia un campo di ingrassamento. Una persona ammalata è una persona che ci lascia in pace.” (Generale Gastone Gambara)Se noi dobbiamo trovare una differenza tra il campo di concentralento italiano ed il campo di concentramento nazista, questa va ricercata nel fatto che il campo di concentramento italiano non è una macchina di morte e di sfruttamento del lavoro fino allo sfinimento, il risultato però non si modifica: Rab ha per sei mesi una mortalità più alta di tutti i campi di concentramento nazisti – esclusi chiaramente quelli di sterminio.” (Storico Davide Mattiussi) Eravamo deboli fisicamente. Tanto da non poter neanche camminare: stavamo tutti pigiati, c'erano dei vecchi, delle donne incinta, delle partorienti, i malati. Tutti buttati per terra come fossimo delle bestie. Come fossimo tutti delle bestie.” (Storico Marja Poje) La dolorosa storia del confine orientale d’Italia.

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