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Ron Leshem: essere giovani a Teheran

Un libro che nasce da un’amicizia impossibile: quella tra uno scrittore israeliano e dei suoi coetanei iraniani, questo è Underground bazar di Ron Leshem. Lo scrittore, a Roma a marzo per Libri come, ci ha raccontato di aver chiesto una notte l’amicizia su Facebook a cento iraniani e di essersi svegliato il giorno dopo con altrettanti nuovi amici. Tre di questi sono diventati amici veri: con loro c’è stato uno scambio di mail, telefonate e una serie di incontri all’estero. Di qui l’idea di raccontare in un romanzo tutto quello che Leshem aveva appreso sulla vita notturna dei ragazzi di Teheran, una vita segreta fatta di droga sesso alcol, tollerata dalle autorità finché si svolge lontano dai riflettori e per periodi limitati, stordendo i suoi fruitori e impedendo loro di impegnarsi su altri fronti. Nel libro, il giovane Kami si trasferisce per motivi di studio a Teheran a casa della zia, ex cantante ridotta dal regime a fare l’affittacamere. Kami s’innamora di una studentessa bellissima e molto emancipata, Niloufar. Figlia di un politico affermato, ricca, Niloufar è pilota da corsa, e fa scoprire a Kami le feste clandestine di Teheran. Tutto crolla quando Babak, il giovane vicino omosessuale a cui Kami aveva trovato un compagno via internet, viene fatto scomparire. E’ inizio della fine: Kami deve prendere coscienza che la libertà che gli è sembrato di respirare è stata solo illusoria e per sopravvivere bisogna piegarsi a un sistema che schiaccia gli individui. Ron Leshem parla nell’intervista dei punti di contatto tra Israele e l’Iran, molto maggiori di quanto si possa pensare, sia a livello culturale sia di mentalità sia di situazione politica. Israele è per lui una sorta di grande manicomio e la lettura in questo paese viene vista come una possibilità di fuga dalla realtà ostile, un modo per sentirsi meno soli con paure e traumi.

Ron Leshem è nato nel 1976 vicino a Tel Aviv. Ha scritto una serie di réportage sull’intifadah. Ha collaborato con il quotidiano Ma’ariv e lavorato per la televisione come direttore aggiunto per i programmi del secondo canale israeliano. La sua prima opera, Tredici soldati (2007), ha vinto nel 2006 il sapir Prize e lo Yitzhak sadeh Prize, e ha venduto in Israele più di 150.000 copie. È stato tradotto in quattordici paesi. Dal romanzo è stato tratto il film Beaufort, che ha ricevuto una nomination agli Academy Award come miglior film in lingua straniera, e ha vinto l’Orso d’argento per la regia al Festival internazionale del cinema di Berlino. Underground bazar è il suo secondo libro. Vive a Tel Aviv, scrive per la televisione e lavora ai suoi romanzi. 

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