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Signorie. I Malatesta

Usurpatori e tiranni, ma anche uomini di cultura e promotori delle arti. I Malatesta incarnano, a Rimini e in parte dell’Italia centrale, il potere della Signoria del 1400. Una storia divisa tra ansie espansionistiche e amore per l’arte.

La parabola dell'egemonia dei Signori di Rimini si apre nel 1295 con la cacciata da Rimini dei Parcitadi, potente famiglia riminese di parte ghibellina, che viene soppiantata dai Malatesta ottengono il dominio della città.

Centocinquanta anni dopo, nell’anno 1446, la fortezza medievale di Gradara, quella stessa dove si era consumata la tragedia di Paolo e Francesca, resiste per 43 giorni all’assedio delle truppe guidate da due grandi e temuti capitani di ventura dell’epoca: Federico da Montefeltro e Francesco Sforza.

Il merito è di Sigismondo Malatesta e dei suoi valorosi soldati. I Malatesta confermano il proprio dominio, ma nel 1468 muore a Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta, uno degli uomini di guerra più esperti del tempo e magnifico protettore di artisti e letterati. Con lui finisce l’età d’oro della Rimini rinascimentale testimoniata da capolavori e affreschi dei più importanti artisti del tempo.

Signorie. I Malatesta
con Franco Cardini
di Flavia Ruggeri

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