Seguici    
Accedi
 

Speciale Musica: parlano Roberto Vecchioni e Maurizio Capone

“I giovani hanno davanti una società che non li aiuta. Questa è una società di vecchi, è una società di posti fermi, una società di gente che non vuole rischiare, che non vuole perdere.”

SPECIALE MUSICA: PARLANO ROBERTO VECCHIONI E MAURIZIO CAPONE

Non solo note e testo, ma molto di più. La musica è la fotografia di una nazione, la testimonianza della vita di un popolo, è la sua cronaca e la sua storia, è uno strumento sociale che trascende la semplice espressione del singolo.

Parola di Roberto Vecchioni, un innamorato della musica, prima ancora che un musicista. Nel corso dell’intervista il cantautore brianzolo espone il proprio pensiero sul ruolo del pentagramma tracciando un sentiero che dall’individuo muove verso il collettivo passando dalla manifestazione delle pulsioni intimistiche alla funzione etica, educativa e diaristica della canzone.

“Una canzone è andare contro qualcosa o scrivere per qualcosa. Se non hai passione non continui a scrivere.” La sua ricetta? Una porzione di canzone popolare, una di impegno sociale e una spruzzata di poesia. Mescolare bene...

Anche per Maurizio Capone la musica ha un ruolo sociale e storico. Riflette “la lingua del tempo”, è una linea emozionale che scandisce e accompagna i grandi momenti di passaggio del cammino di ogni civiltà. Quindi, se da un lato il musicista è un privilegiato, un sognatore che può vivere dando voce alle proprie corde emotive, dall’altro ha anche il dovere civico e morale di narrare e interpretare gli eventi, di trasmettere gioia di vivere e speranza. Una missione salvifica rivolta specialmente ai giovani, perché – sostiene Capone – “sono loro che riescono a cogliere nel profondo le emozioni. Gli adulti hanno troppe barriere”.

Vedi le altre puntate