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Storia della Croce Rossa

Porre un limite umano alla brutalità. Era questo, un secolo e mezzo fa, il sogno di Henri Dunant, il fondatore della Croce Rossa. Ma un sogno, anche il più romantico, per diventare realtà deve essere dotato di regole e strutture istituzionali. È ciò che è accaduto all’idea di Dunant, che si è concretizzata nell’organizzazione internazionale simbolo dell’assistenza umanitaria, raccontata dal professor Gilles Pecout.

Tutto inizia quando il 24 giugno 1859 l’uomo d’affari svizzero Henri Dunant arriva a Solferino per incontrare Napoleone III. La carneficina che vede sul campo gli fa dimenticare gli impegni e immaginare un’organizzazione che in caso di guerra possa godere di un lasciapassare per soccorrere i feriti di entrambi gli schieramenti. Il 22 agosto 1864 viene firmata da 16 Paesi la prima convenzione di Ginevra proposta dal comitato direttivo della Croce Rossa. La Grande Guerra è il banco di prova della Croce Rossa che per la sua attività di tutela dei prigionieri e di assistenza ai civili dei Pesi invasi ottiene il premio Nobel per la pace nel 1917. Dopo il secondo conflitto mondiale con milioni di morti e il peso della tragedia della Shoah, il mondo si convince che le popolazioni civili vadano tutelate ufficialmente. La quarta convenzione di Ginevra, sottoscritta da 189 Paesi, sancisce questa protezione a livello istituzionale.

Storia della Croce Rossa
con Gilles Pécout
di Michela Guberti

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