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Titanic

Lo chiamavano l’“inaffondabile”. Ma il suo nome – da simbolo del progresso a fallimento della tecnologia - è diventato sinonimo di ben altro: Titanic. Una nave e una tragedia raccontati dal professor Emilio Gentile, che ne ripercorre le rotte tra il 31 maggio 1911, quando il Titanic viene varato, e il 14 aprile 1912, quattro giorni dopo essere salpato per il suo primo viaggio da Southampton a New York, con oltre 2200 passeggeri. È la notte in cui la nave si scontra con un iceberg, si spezza e affonda: un naufragio che costa la vita a oltre millecinquecento passeggeri.

Il Titanic è il “gioiello“ dell’epoca dei transatlantici, navi che racchiudevano in sé il lusso più sfrenato delle classi ricche e le speranze degli emigranti dia terza classe. I suoi “padri” sono un banchiere americano J.P. Morgan e un armatore inglese, Ismay; il suo luogo di nascita, i cantieri irlandesi di “Harland & Wols”, a Belfast. Occorrono poco più di due anni per completarlo. In sé racchiude tutte le più moderne tecnologie, persino la radio, che sarà fondamentale per lanciare l’Sos. Ha, però, una pecca: le sue scialuppe di salvataggio non sono in numero sufficiente. Anche per questo la tragedia del Titanic, dopo l’impatto con l’iceberg, assunse proporzioni così grandi. Perché non erano abbastanza?   perché nessuno si accorse di quell’iceberg? e come mai i soccorsi impiegarono tanto tempo per arrivare nella zona del naufragio? Qualunque sia la risposta un dato è certo: la fine del Titanic segna, tragicamente, anche la fine di un’era e del mondo della belle époque.

 

Titanic
con Emilio Gentile
di Giancarlo Di Giovine

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