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Ugo Foscolo. Il tesoro della poesia italiana

A scuola il nome di Ugo Foscolo (Zante, 6 febbraio 1778 – Turnham Green, 10 settembre 1827) viene sempre associato ai Sepolcri, il carme scritto in difesa della funzione eternatrice della poesia e, al massimo, a Le Grazie, il poema in tre canti in cui viene esaltata l’immagine della poesia dispensatrice di civiltà. Guido Davico Bonino propone invece una scelta di testi, tratti dai Sonetti e dalle Odi, in cui Foscolo parla di sé, della sua inquietudine, dell`amore per la propria terra, del dolore per la morte del fratello, dell`ossequio amoroso rivolto ad Antonietta Fagnani Arese, amica milanese guarita da una malattia.
Umberto Ceriani legge l’ode All’amica risanata e i seguenti sonetti: Di se stesso (“Perché taccia il rumor di mia catena…”), Alla sera, In morte del fratello Giovanni, A Zacinto, A se stesso (Che stai? già il secol l’ormai lascia…).

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