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Valerio Verra: il nichilismo passivo e attivo in Friedrich Nietzsche

Lo storico della filosofia Valerio Verra (Cuneo 1928 - Roma 2001), in un'intervista dell'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, traccia la distinzione tra nichilismo passivo e attivo nel pensiero del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (Röcken, 1844 – Weimar, 1900).
Secondo Nietzsche il cristianesimo stesso non è altro che una volgarizzazione e indebolimento del platonismo, una forma di nichilismo passivo, sfociato nella legge morale di Kant e nell`utilitarismo ottocentesco.
Il nichilismo attivo, viceversa, è una sorta di contromovimento, che consiste nel riscoprire proprio quei valori che Platone, il Cristianesimo, Kant o l`Occidente avevano invece svalutato. È necessario pertanto un doppio rovesciamento, che non implica il ritorno alla natura, alla “grande illusione” di Rousseau, ma la sperimentazione di nuovi tipi di valori e di uomini.
In questo senso, se si chiedesse a Nietzsche come debba essere il “superuomo”, certamente risponderebbe di non essere in grado di dare una risposta, perché altrimenti non sarebbe nient`altro che un ingegnere intento a fabbricare, quindi appartenente a quella civiltà tecnologica che è un`espressione del mondo costruito dal nichilismo repressivo.

 

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