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Eco della storia - La canzone italiana tra parole e musica

 

Era il 1959 quando Ennio Melis, produttore discografico della RCA, utilizzò per la prima volta il termine “cantautore”, riferendosi a Gianni Meccia. Fu proprio la stessa RCA che quell’anno, dopo una sua apparizione a Il Musichiere con Mario Riva, mise il cantante sotto contratto.

 

Ma già prima di Meccia altri personaggi avevano scritto e interpretato canzoni: Domenico Modugno, Odoardo Spadaro, Ettore Petrolini, Rodolfo De Angelis. Ai cantautori e agli ultimi sessant’anni della canzone italiana è dedicato “Eco della Storia”, il programma di Rai Cultura.

 

Ospite di Gianni Riotta, il maestro Peppe Vessicchio che ripercorre le tappe più importanti dell’evoluzione della canzone italiana avvenuta negli ultimi sessant’anni, attraverso le interviste e le esibizioni dei cantautori che hanno rivoluzionato il panorama musicale nostrano diventando, così, delle vere e proprie icone della cultura pop.

 

Alla sua origine il fenomeno cantautorale fu soprattutto uno strumento di ricerca, di emancipazione, di reazione creativa alla musica che c’era stata fino ad allora, a volte anche di spirito di protesta. Il tema dell’amore, protagonista delle canzoni sanremesi, lasciava spazio, per la prima volta, ad argomenti di interesse sociale, a testi capaci di raccontare l’Italia che cambiava. 

 

Quali sono stati i passaggi più emblematici nell’ambito della cultura musicale dal dopoguerra ad oggi? Quali i cantautori che hanno segnato dei punti di rottura con la tradizione? Qual è l’eredità lasciata da personaggi come Tenco, De André, Dalla, Gaetano, Battisti? E chi sono, invece, i cantautori del nostro tempo?

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