Seguici    
Accedi
 

Simona Colarizi: la strage di Piazza Della Loggia e la strategia della tensione

Spiega la storica Simona Colarizi che la lunga scia di attentati che va da Piazza Fontana nel 1969, al 1974 (treno Italicus e piazza della Loggia), fino alla Stazione di Bologna nel 1980, e oltre, viene definita "strategia della tensione" per indicare un disegno criminale-politico che punta a seminare con la morte di tanti innocenti uno stato di insicurezza nei cittadini, colpendoli mentre vanno in una banca, viaggiano su in un treno, si affollano in una piazza o aspettano in una stazione, cioè vivono momenti normali della loro quotidianità quando l’esplosione di una bomba toglie loro la vita. Un senso di insicurezza dunque che significa tensione continua, paura; un sentimento che porta a una richiesta perentoria di essere protetti. Questo stato d’animo è un terreno favorevole alla crescita di una domanda di ordine, di un governo che questo ordine garantisca anche a costo di una svolta autoritaria. Il cittadino normale, sentendosi in pericolo, potrebbe essere portato a rinunciare alle garanzie democratiche pur di avere piena sicurezza per la sua esistenza. Chi sono gli strateghi della tensione? I processi sulle stragi durati anni e anni senza mai arrivare a svelare l’intero disegno del crimine commesso, indicano per certo una manovalanza neo fascista e il coinvolgimento di personaggi dei servizi segreti. Il che spiega la difficoltà e la durata degli iter processuali, ma non basta ad avvalorare la interpretazione di un “doppio Stato”. Si tratta di cellule infedeli all’ordine costituzionale democratico che del resto riesce, seppure al prezzo di tanto sangue, a reggere all’urto della sfida degli stragisti, contemporanea a quella dei terroristi rossi.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo