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Terza Pagina - pt 14

Le cinque notizie scelte questa settimana da Terza Pagina sono:
 
V. Il genio condiviso di Keith Haring. S'intitola "About Art" la mostra allestita al Palazzo Reale di Milano dal 21 febbraio al 18 giugno dedicata al grande graffitista americano morto nel 1990 dopo aver rivoluzionato e portato nelle accademie la street art. 110 opere, molte di dimensioni monumentali, alcune delle quali inedite o mai esposte in Italia, che rappresentano una sintesi narrativa della sua poetica. Tra archetipi della tradizione classica, arte tribale ed etnografica, immaginario gotico, cartoni animati, computer art, l'espressione artistica di Haring racconta una controcultura socialmente e politicamente impegnata su temi del suo e del nostro tempo: droga, razzismo, Aids, minaccia nucleare, alienazione giovanile, discriminazione delle minoranze, arroganza del potere.
Lo spiega bene Achille Bonito Oliva in un'intervista degli anni '90 tratta dall'archivio delle Teche Rai.
 
IV. Il pensiero manuale. Tessere, filare, lavorare a maglia, scrivere sms: le mani hanno sempre avuto molto da fare. Tenere le mani occupate non è questione di svago o capriccio, ma riguarda un aspetto profondo della nostra esperienza corporea. Le mani ci servono. Ci permettono di manipolare il mondo in maniera da realizzare i nostri desideri. Lo psicanalista Darian Leader analizza il nostro rapporto con la gestualità nel saggio “Mani. Come le usiamo e perché” (Ponte alle Grazie). Le mani non solo il primo modo che abbiamo di conoscere il mondo, ma anche lo strumento che ci consente di concretizzare il pensiero. Dal gesticolare quando parliamo alla scrittura, le mani ci fanno pensare.
 
III. Laura Boldrini, Mark Zuckerberg e l'odio sui social. Lo scorso 13 febbraio il  Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini ha usato le pagine del Corriere della Sera per scrivere una lettera aperta al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Una lettera dai toni estremamente netti, che chiede ragione della policy molto ambigua verso i contenuti  sessisti e razzisti che circolano sul maggior social network del pianeta e della lotta scarsamente efficace contro la diffusione delle fake news. Boldrini nota anche come paradossalmente in alcuni casi siano state oscurate le pagine degli utenti che avevano denunciato contenuti inappropriati o violenti, e non quelle di coloro che li avevano diffusi. La domanda finale è pressante e inevitabile: "Chiedo a lei, signor Zuckerberg: da che parte sta Facebook in questa battaglia di civiltà?".
 
II. Università che passione. Negli ultimi anni si è registrato un sorprendente record degli iscritti all'università: secondo uno studio dell'Unesco, la frequenta un giovane su tre, per un totale di circa 200 milioni di studenti in tutto il mondo. Più del doppio rispetto a venti anni fa. La crescita coinvolge tutti i continenti, ma registra un picco soprattutto nel Sud Est asiatico e in Cina, dove le università hanno un alto tasso di internazionalizzazione e sono oggetto di grandi investimenti. E per quanto ci riguarda? L'Italia ha eccellenze riconosciute, investimenti pubblici e privati non adeguati e una resistenza titanica a fare sistema. I nostri laureati restano il 25,3% della popolazione tra i 30 e i 34 anni.
In un documento del 1967 tratto dall'archivio delle Teche Rai il matematico e pedagogista Lucio Lombardo Radice ragiona sulla nascita dell'università di massa.
 
I. Gli studenti e l'italiano. Sappiamo ancora scrivere a mano? Siamo in grado di fare un riassunto? Quanto bene conosciamo l'ortografia? Davvero molto poco, almeno secondo la lettera aperta con cui lo scorso 5 febbraio 600 docenti universitari denunciavano la condizione di semi-analfabetismo di una parte dei loro studenti e chiedevano a Governo e Parlamento di mettere in campo un piano di emergenza per rilanciare lo studio della lingua italiana nelle scuole. Nell'era del web che rende lo scrivere un’attività ordinaria come il parlare sciogliendo il linguaggio in un flusso frettoloso di post e whatsapp, la forma sembra non avere più importanza. Ma la forma è anche ordine mentale. E i dettati e l'analisi logica le fondamenta su sui sviluppare un pensiero critico con cui affrontare il mondo. Per dirla con Sciascia: "L’italiano non è l’italiano, è il ragionare".
 
A commentare le notizie in studio insieme ad Armando Massarenti, responsabile della “Domenica” del Sole 24 Ore, ci sarà Gino Roncaglia, docente di  “Informatica applicata alle discipline umanistiche” e “Applicazioni della multimedialità alla trasmissione delle conoscenze” all'Università della Tuscia.

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