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Terza Pagina - pt 16

Le cinque notizie scelte questa settimana da Terza Pagina sono:
 
V. "Il luogo del cuore". Si chiama così la campagna che da otto anni il FAI- Fondo Ambiente Italiano promuove proponendo ai cittadini italiani di votare i piccoli e grandi tesori che amano e che vorrebbero salvare dall'indifferenza e dall'incuria. Quest'anno la maggioranza dei voti è andata al Castello di Sammezzano, vicino Firenze: un edificio dell'Ottocento che costituisce uno straordinario esempio di stile moresco e che i più ricorderanno per essere stato l'ambientazione d'interni per il film "Il racconto dei racconti" diretto da Matteo Garrone nel 2015. "Un prossimo passo potrebbe essere quello di creare un catalogo del patrimonio minore che nessuno dall'alto ha ancora realizzato", propone il FAI.
 
IV. Originale o copia? Un recente convegno dal titolo “La copia pittorica a Napoli” a cura di Andrea Zezza e David Garcia Cueto ha raccontato il ruolo e la fortuna delle copie nell'arte del Seicento: pratica deprecabile oggi, utilissima ed auspicabile all'epoca, quando copiare i quadri dei grandi artisti era fondamentale per imparare il mestiere del pittore, per rimpinguare le prime collezioni private o per semplice documentazione.  
 
III. Il Rinascimento secondo Bill Viola. Dal 10 marzo al 23 luglio sarà possibile visitare a Palazzo Strozzi, a Firenze, la mostra “Rinascimento elettronico” in cui dove 27 videoinstallazioni dell'artista americano Bill Viola verranno accostate a quelle di grandi maestri del Rinascimento, quali Pontormo, Paolo Uccello, Donatello e Masolino da Panicale. “Nelle opere che ho realizzato a partire dall'arte classica occidentale, ho osservato non solo la forma, la composizione e il colore, ma anche il contenuto emotivo dello stile rinascimentale - spiega Viola -. Come ritrarre una madre in agonia per la morte del figlio o un mistico in estasi? Sono tematiche senza tempo".
 
II. Bella e cuneiforme. S'intitola “Segni prima dell'alfabeto. Viaggio in Mesopotamia alle origini della scrittura" la mostra in corso fino al 25 aprile a Palazzo Loredan a Venezia. Un viaggio nella scrittura più antica del pianeta, che nacque e si sviluppò in Mesopotamia nel 3000 a.C., per sopravvivere poi  in varie forme fino al I secolo d.C., quando venne soppiantata dalla scrittura alfabetica. Un viaggio alle radici stesse del nostro pensiero.
 
I. I tesori della poesia erotica persiana. Ne parliamo a partire dall'antologia curata da Riccardo Zipoli "Tesori e serpenti. Poesia persiana oscena dal X al XX secolo", recentemente uscita per la Libreria Editrice Cafoscarina. Mentre l'evoluzione della società e della storia attiva un rapido processo di eliminazione delle pulsioni sessuali dalla sfera pubblica; mentre la parola erotica diventa impronunciabile perché "oscena" (dal latino "ob scaena": letteralmente "fuori dalla scena"), la letteratura si prende la sua rivincita e recupera quell'indicibile sublimandolo nelle sue pagine. 109 poeti e 3394 versi in cui la passione e il dettaglio anatomico si fondono in una tempesta di mirabolanti metafore.
 
A commentare le notizie in studio insieme ad Armando Massarenti, responsabile della “Domenica” del Sole 24 Ore, ci sarà l'archeologo Andrea Carandini, presidente del FAI - Fondo Ambiente Italiano.

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