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Terza Pagina - pt 17

Le cinque notizie scelte questa settimana da Terza Pagina sono:
 
V. "Per amore di Roma". Dal 2 al 12 marzo l'attore Fabrizio Gifuni mette in scena al teatro Vascello di Roma le opere letterarie di alcuni grandi scrittori del Novecento: Albert Camus, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Testori, Julio Cortàzar e Roberto Bolaño, tutti riuniti in un unico spettacolo. Un omaggio e un atto di solidarietà verso la sua città natale, Roma, che ha definito “al collasso” e che non sopporta di vedere così ridotta.
Dall'archivio delle Teche Rai un servizio d'epoca sulle "borgate" romane raccontate da Pasolini e lette da Gifuni nel suo spettacolo.
 
IV. La "gomorizzazione del Sud". È la denuncia del regista cremonese Davide Ferrario che analizza il modo in cui i cineasti hanno descritto il Meridione negli ultimi anni e nota come, a partire dal celeberrimo libro di Roberto Saviano e poi dal film di Matteo Garrone, si sia costituito un immaginario fortissimo intorno al modo di rappresentare il Sud: diroccato e senza riscatto.
"Questi film, tutti molto belli o molto ben fatti, - dice Ferrario - sposano un'idea di messa in scena ispirata al realismo più esasperato e quasi si compiacciono di ritrarre la catastrofe sociale. Ma è possibile che il Sud sia solo questo?".
Dall'archivio delle Teche Rai un servizio del 1958 spiega la "questione meridionale".
 
III. Eutanasia: il caso Dj Fabo. Il 27 febbraio scorso si è spento in una clinica svizzera Fabiano Antoniani, dj quarantenne rimasto cieco e tetraplegico 3 anni fa in seguito a un incidente automobilistico. A nulla erano servite le terapie: per dj Fabo non c'erano prospettive di miglioramento e aveva deciso di morire. A gennaio l' appello al Presidente della Repubblica Mattarella affinché la proposta di legge per legalizzare l'eutanasia approdasse in Parlamento; poi l'ultimo viaggio in Svizzera, dove l'eutanasia è legale. Un dibattito enorme su cui le legislazioni (e le religioni) dei singoli paesi continuano a scontrasi.

II. "Bioetica per perplessi". S'intitola così il saggio scritto da Gilberto Corbellini e Chiara Lalli (e recentemente uscito per Mondadori) in cui i due studiosi ragionano intorno ai temi della bioetica. Una scienza che nasce come spazio di riflessione sulla liceità morale e il governo politico delle scelte possibili, ma che di fatto ha prodotto risultati incostanti e in determinate situazioni, come in Italia, concorre a rinforzare resistenze pregiudiziali rispetto alle innovazioni e all'ampliamento delle libertà individuali. Perché è così difficile usare la razionalità nelle argomentazioni bioetiche? Quali strategie possono migliorare la qualità morale delle leggi e delle scelte giudicate controverse?
I. La Rivoluzione Russa è donna. Il 23 febbraio 1917 (secondo il calendario giuliano), l'8 marzo (per quello occidentale) cominciava la "Rivoluzione di Febbraio", che avrebbe portato alla caduta dei Romanov e alla nascita dell'Unione Sovietica. Tutto parte da un corteo di madri di famiglia che protestano contro la guerra e la mancanza di pane. Ad esso si aggiungono studentesse, operaie, gli scioperanti della fabbrica Putilov e infine i soldati inviati dallo zar a disperdere la folla, che si ammutinano e si uniscono ai manifestanti in rivolta. Nel corso di una sola settimana quella moltitudine in piazza (di almeno 200mila persone) porta all'abdicazione di Nicola II e alla nascita di un governo provvisorio che non riconosce più la monarchia e promuove il suffragio universale, "che non è tale senza le donne", dicono le operaie di una nuova manifestazione. 
La Rivoluzione Russa è donna.
A commentare le notizie in studio insieme ad Armando Massarenti, responsabile della “Domenica” del Sole 24 Ore, ci sarà Stefano Rodotà, giurista, politico e accademico, tra gli estensori della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.

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