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Terza Pagina - pt 20

Le cinque notizie scelte questa settimana da Terza Pagina sono:
 
V. Giovanni Boldini, la vita in un ritratto. Lezioso, ripetitivo, estetizzante. Così la critica ha storicamente bollato Giovanni Boldini, il più celebre ritrattista della Belle Epoque (sua l'immagine di Giuseppe Verdi che compariva nelle vecchie mille lire, suo il ritratto dell'infanta Eulalia di Spagna, suo soprattutto il "Ritratto di Donna Franca Florio" che è universalmente riconosciuto come il capolavoro simbolo della Belle Epoque e del periodo d'oro di Palermo). Una mostra ospitata dal 4 marzo al 16 luglio a Roma al Complesso del Vittoriano ci restituisce una visione più giusta e oggettiva del talento del pittore ferrarese e della sua tecnica straordinaria.
Ce li spiega in un' intervista Sergio Gaddi, curatore dell' esposizione.
 
IV. Oggetti in via di estinzione. La cabina telefonica, il gettone, la macchina da scrivere, le musicassette, il gelato Camillino, la caramelle Sanagola... Chi li ricorda? Sono oggetti spariti dall'uso quotidiano (spesso a causa dello sviluppo del digitale che ha reso obsolete alcune pratiche) ma che ci ricordano dolcemente il nostro passato. Ne scrive Francesco Piccolo a proposito dei dvd: "Sai che quella lunga fila sugli scaffali tra un po' dovrai abbandonarla, eppure li hai acquistati pensando di essere evoluto – ma in realtà eri già sospettoso: molti oggetti che prendi in mano portano con sé, fin da quando sono una novità, l'idea malinconica che se ne andranno".
 
III. “Meccanoscritto”, un romanzo metallurgico e collettivo. Nel febbraio del 1963 lo scrittore Luciano Bianciardi organizzava a Milano insieme alla Fiom un premio letterario per gli operai, convinto che solo loro potessero davvero raccontare la fabbrica. A parte quello del vincitore, tutti gli altri scritti rimasero inediti e dimenticati, fino a quando, lo scorso marzo, gli scrittori Wu Ming2 e Ivan Brentani, il collettivo MentalMente e la stessa Fiom li riunivano a 5 racconti collettivi scritti nella Scuola di scrittura per metalmeccanici e li pubblicavano nel libro “Meccanoscritto” (Alegre).
Dall'Archivio delle Teche Rai Luciano Bianciardi parla di questo e altri progetti in un estratto dalla trasmissione del 1963 "Gli amici di Milano".
 
II. Adriano Olivetti: imprenditore, utopista o genio? Sostenitore del principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità, Adriano Olivetti fa della fabbrica di macchine per scrivere ereditata dal padre Camillo un modello nuovo ed unico al mondo: non un'entità immanente che annienta l'umanità dei lavoratori, ma un luogo più fluido (non c'era una divisione netta tra ingegneri e operai) e accogliente (i dipendenti potevano servirsi delle biblioteche, ascoltare concerti, seguire incontri con  artisti, scrittori, disegnatori, poeti) capace di creare un equilibrio tra solidarietà sociale e profitto, tra felicità collettiva ed efficienza. Una visione del lavoro e del nostro paese recentemente raccontata da Alberto Saibene nel saggio “L'Italia di Adriano Olivetti” (Edizioni di Comunità).
Dall'Archivio delle Teche Rai una conversazione tra Adriano Olivetti e il filosofo Emilio Garroni tratta dalla trasmissione del 1961 "Ritratti contemporanei".
 
I. Università, umanesimo e la nascita della cultura laica. Uscito dai monasteri e dalle scuole legate alle Cattedrali, dal 1200 in poi il sapere assume un carattere sempre più aperto e intercomunicante e si "laicizza" in una visione del mondo che fa dell'uomo e della sua dimensione civile il proprio perno. L’Umanesimo diventa un sofisticato breviario degli aspetti "pre-politici" (filosofici, artistici, giuridici…) della vita borghese urbana e di corte, il perfetto sostegno culturale ai ceti commerciali dei Comuni e delle Signorie che cominciano a conoscere una nuova autonomia economica e sociale. 
Ne parliamo a partire dall'imponente saggio dello storico Ronald G. Witt “L'eccezione italiana. L'intellettuale laico nel Medio Evo e l'origine del Rinascimento” (Viella).
 
A commentare le notizie in studio insieme ad Armando Massarenti, responsabile della “Domenica” del Sole 24 Ore, ci sarà Massimo Mastrogregori, direttore  della rivista “Storiografia” e della “International bibliography of historical sciences”.

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