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Terza Pagina - pt 7

Le cinque notizie scelte questa settimana da Terza Pagina sono:

V. “The other Einstein”. Marie Benedict, un avvocato prestato alla letteratura, ha dedicato un romanzo (da poco uscito per la casa editrice statunitense Sourcebooks) a Mileva Marić, prima moglie di Albert Einstein. L'autrice ricostruisce la vicenda umana e scientifica di Mileva, una delle prime donne ad aver studiato Fisica al Politecnico di Zurigo, che aiutò il celebre marito   con i calcoli necessari alla Teoria della relatività ristretta. La sua storia personale e la sua carriera furono tuttavia affatto fortunate: dopo il travagliato divorzio da Einstein nel 1918, il resto della sua vita fu un susseguirsi di lutti, preoccupazioni per la salute del secondogenito Eduard (affetto da schizofrenia), problemi burocratici e finanziari.
Ovvero l'ombra alle spalle del grande genio.
 
IV. L'impero delle cose.  Si intitola “Empire of things” (HarperCollins) il saggio scritto dallo storico inglese Frank Trentmann che ricostruisce gli intrecci centenari tra economia e politica, le rotte dei commerci e i cambiamenti sociali, sottolineando la continua importanza delle cose materiali. Una sorta di una storia universale degli oggetti, dai ninnoli alle automobili, di cui amiamo circondarci e che desideriamo accumulare e possedere a prescindere dalla loro durata e utilità.
Consumo dunque sono? Risponde il filosofo Gianni Vattimo con un intervento sul concetto di bisogno naturale e indotto tratto dall'archivio delle Teche Rai.
 
III. L'arte di Artemisia Gentileschi. Dal 30 novembre 2016 all’8 maggio 2017 nelle sale di Palazzo Braschi a Roma è possibile ammirare alcune delle opere più importanti della pittrice Artemisia Gentileschi grazie alla mostra “Artemisia e il suo tempo”. La straordinaria pittrice romana fu segnata dallo stupro ad opera di Agostino Tassi, vicenda che all'epoca divenne il fulcro di un celebre e controverso processo, culminato nel 1612 con la condanna dello stesso. Questo non impedì ad Artemisia di sviluppare poi una fulgida carriera, arrivando ad essere la prima donna ammessa all'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e a dipingere per Carlo I d'Inghilterra.
Dall'archivio delle Teche Rai abbiamo estratto un profilo biografico della Gentileschi.
 
II. Congiuntivo, croce e delizia. Il linguista e filologo Francesco Sabatini pubblica per Mondadori un saggio per certi versi sorprendente: “Lezione di italiano”. In cui, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare dal Presidente onorario dell'Accademia della Crusca, si rivela molto poco severo nell'uso del congiuntivo, ricordando come l'alternanza tra congiuntivo e indicativo fosse presente già in Dante, alle origini della lingua italiana. Nella necessità di ristabilire alcuni parametri di correttezza, insomma, in Nostro non dimentica storia e uso corrente del parlato liberando il campo da miti e snobismi anacronistici.
 
I. “Madama Butterfly”. Il 7 dicembre scorso il Teatro alla Scala di Milano ha inaugurato la stagione lirica con la messa in scena di “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini. La versione scelta dal direttore Riccardo Chailly è quella originaria in due atti, così sonoramente fischiata al suo debutto alla Scala nel febbraio 1904 da costringere lo stesso Puccini a riorganizzare l'opera nella sua interezza. Oggi invece quelle stesse caratteristiche che sconcertarono il pubblico di inizio Novecento - le orchestrazioni drammatiche, il linguaggio espressionista - diventano motivo di successo sia di critica che di pubblico (anche televisivo, dato l'eccezionale riscontro della messa in onda su Rai 1 prima e Rai 5 poi). La spettacolarità moderna, magniloquente ma accessibile, quasi cinematografica. E un'eroina che canta la sua tragedia tra sensualità e crudezza.
Puccini in tutto il suo splendore.
 
A commentare le notizie in studio insieme ad Armando Massarenti, responsabile della “Domenica” del Sole 24 Ore, ci sarà la giornalista e scrittrice Elisabetta Rasy, critica d'arte ed esperta di letteratura femminile.

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