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Adriana Cavarero: “Platone: la madre ingovernabile”

Adriana Cavarero, saggista e studiosa di Hannah Arendt, esponente del pensiero della differenza sessuale, già ordinaria di filosofia politica all’Università di Verona, intervistata ad Ancona in occasione della prima edizione del “KUM! Festival - Curare, Educare, Governare”, parla del tema della lezione che ha tenuto al Festival: “Platone: la madre ingovernabile”.

Secondo la Cavarero, ci sono due modi di rappresentare il femminile e quindi il materno: uno è quello della “donna addomesticata”, la figura femminile governata dal soggetto maschile, secondo la tradizione patriarcale, l’altro è quello che la stessa tradizione patriarcale definisce “l’ingovernabile” e che Freud chiamava il “continente nero”, una zona quindi oscura, da esplorare.

Platone, padre della filosofia, immagina il femminile come ingovernabile, sia nel Timeo, dove, descrivendo la genesi del cosmo, rappresenta il femminile come lo spazio informe, che rende possibile la generazione delle cose dalle Idee, sia nella Repubblica, dove racconta il mito della Caverna, nel quale il femminile è la caverna stessa, che come un grande utero rende possibile la proiezione dei simulacri delle forme, e quindi l’inizio di un percorso verso il Logos, che è al di fuori della caverna.

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