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Alessandro Mendini e il Postmoderno. Lezioni di design

L`unità si apre con una scheda storica che inquadra il movimento Postmoderno, nato nella seconda metà degli anni Settanta come antitesi al razionalismo moderno. Il concetto è enunciato dal libro di Charles Jenks, The language of post modern architecture. Il Postmoderno si pone fuori dalle certezze del razionalismo moderno e si avvale di citazioni, rielaborazioni, deformazioni di motivi antichi. La rivoluzione della funzione simbolica del progetto diventa negli anni Ottanta uno dei motivi principali della riaffermazione del design italiano. Sono proprio gli ex designer dell`avanguardia radicale (Branzi, Deganello, De Lucchi, Mendini, Sottsass, ecc.) a fornire nuovi incentivi alla produzione industriale e alle vendite.
Il nuovo design italiano non si rifà alla citazione classicheggiante, come avviene nell`architettura americana, ma guarda alla tradizione moderna delle avanguardie, dal futurismo al Bauhaus. Fondamentale l`esperienza di gruppi come Alchimia e Memphis e di artisti che sposano in modo decisamente provocatorio la causa del kitsch.
In studio, Ugo Gregoretti ospita Alessandro Mendini, architetto e designer. Partendo dal suo libro La poltrona di Proust: architettura, arte, design e altro(1991), Mendini parla della sua visione di progetto, dallo spazio abitativo agli abiti che si indossano, e afferma che devono sempre adattarsi alle esigenze dell`uomo e al suo benessere. Dopo una testimonianza di Alberto Alessi, l`unità didattica si conclude con una scheda inerente alla produzione di oggetti di Cleto Munari.

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