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Alessandro Pierozzi, Luce in una notte romana

Ambientato nel Lotto Sessantanove di via Rossellini al 2, Testaccio, nel 1949-50, Luce in una notte romana è l’esordio letterario di Alessandro Pierozzi, nato nel 1941. Per il romanzo, dominato dalla figura di un’impetuosa lavandaia, Giovanna, che si prende a cuore i destini di molti inquilini, cerca invano di contrastare il marito violento, trova l’amicizia della più tranquilla Anna e gioca a calcio a piedi scalzi con i ragazzi nel cortile, Pierozzi s’ispira a personaggi e storie incontrati nel corso della sua vita. Oltre al caseggiato con la sua varia umanità, protagonista delle vicende narrate, è la fabbrica metalmeccanica che viene occupata dagli operai. Rivalità, amori, soprusi raccontati con una lingua vivida, aderente al parlato dei protagonisti e ricca di riferimenti letterari.

 

 

 

Alessandro Pierozzi è nato a Roma il 19 gennaio 1941, in una famiglia operaia. A ventun anni entra in fabbrica come manuale fino a raggiungere la qualifica di operaio specializzato. Durante il periodo di cassa integrazione consegue il diploma di perito elettronico. Militante della Fiom CGIL, nel 1974 viene chiamato a far parte della segreteria della Fiom provinciale di Roma, per poi passare al Regionale. Conclude il suo iter sindacale a Pomezia e nel 2001 va in pensione.

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