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Anne Enright: tutti a casa per Natale

Una famiglia irlandese dispersa in giro per il mondo si ritrova a Natale a casa della vecchia madre: questa è la parte conclusiva di La strada verde, il nuovo romanzo di Anne Enright, tradotto in italiano da Alessandro Achilli per Bompiani. Prima di arrivare all’incontro tra fratelli e alla crisi che segue la sparizione della madre, Enright dedica ogni capitolo a un personaggio colto in un momento particolare della sua vita. Dall’Irlanda a New York, dall’Africa al Canada, da una visita alla nonna all’attesa degli esiti di una mammografia, dal litigio con la compagna alla scoperta della propria omosessualità. Un grande racconto volto, come ci ha detto l’autrice nell’intervista che le abbiamo fatto a Palazzo Castiglioni a Mantova, a “scavare sotto la mitologia familiare per vedere cosa c’è sotto”.

 

Anne Enright, nata a Dublino l’11 ottobre 1962, ha studiato Inglese e Filosofia al Trinity College e frequentato un Master of Arts in Scrittura Creativa alla University of East Anglia. Ha scritto racconti apparsi su "The New Yorker" e "The Paris Review" e un libro di saggi umoristici sull'esperienza della maternità ("Making Babies. Stumbling into Motherhood", 2004). La sua prima raccolta di short stories, "The Portable Virgin" (1991), le è valsa il Rooney Prize for Irish Literature. A partire da "The Wig My Father Wore" (1995) e "What Are You Like?" (2000) la sua opera romanzesca si presta a essere interpretata come un organico insieme di storie familiari. Nel 2007 ha vinto il Man Booker Prize con "The Gathering" ("La veglia"), una saga familiare che prende il via dal ricordo di una sorella al capezzale del fratello suicida. A essa seguono "Il valzer dimenticato" (2011, finalista all'Orange Prize for Fiction) e "La strada verde" (2016).

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