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ARTICOLO 3: LIBERTÀ E UGUAGLIANZA. COSTITUENTE E COSTITUZIONE

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l`eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l`effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all`organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Così recita l’articolo 3 della Costituzione italiana, approvato all’unanimità dal Parlamento il 24 marzo 1947. Come spiegano i deputati alla Costituente Antonio Giolitti, Lelio Basso e Leonetto Amadei, nellunità tratta dal progetto di Rai Educational, Storia d`Italia multimediale, del 1997, dopo l’enunciazione di uguaglianza di ogni individuo davanti alla legge, nella sua seconda parte l’articolo stabilisce formalmente il ruolo di garante del governo per il rispetto di tale presupposto.
Con la loro matrice di natura cristiano-socialista, che certamente caratterizzò lo spirito dell’Assemblea Costituente, questo e gli altri articoli fondamentali sanciscono, proponendone l’attuazione pratica, il rispetto dei principi su cui si fonda la Repubblica italiana, ovvero la democrazia e il lavoro.

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