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Asgardia in orbita. La prima "nazione spaziale" lascia la Terra

A un anno dall'annuncio, l'esperimento è decollato. Asgardia, autodichiaratasi la prima "nazione spaziale" della storia, ha lasciato la Terra. Per adesso, è solo una scatola, ma racchiude il sogno di un luogo altro, dopo il nostro pianeta, dove rifugiarsi, trovare scampo dai disastri ambientali e climatici. 

La nazione nata da un gruppo internazionale di ricercatori e imprenditori guidati dall'ingegnere aerospaziale russo Igor Ashurbeyli, ha lanciato nello spazio il suo primo satellite, un dispositivo grande come un cartone del latte che si pone come il nucleo fondante del nuovo Paese. Chiamato Asgardia-1, il micro satellite è stato lanciato da un razzo Orbital ATK Antares dalla Wallops Flight Facility della Nasa in Virginia, negli Stati Uniti. «Il regno spaziale di Asgardia ha fondato il suo territorio sovrano nello spazio», si legge in una nota firmata dal «capo di stato» Igor Ashurbeyli e datata «6 novembre 0001». Asgardia infatti ha un calendario tutto suo e questo è il suo primo anno di vita. 

Dall'annuncio del progetto, si sono registrate online oltre 300mila persone per diventare "cittadini" della nazione. La cittadinanza finora prevede solo il diritto di caricare dati su Asgardia-1 e custodirli in orbita, lontano dall’invadenza dei governi terrestri. Ma il "privilegio" è comunque soggetto alle leggi sul copyright, nello specifico quelle austriache.
Asgardia non è riconosciuta da altri paesi o dalle Nazioni Unite, e non può essere considerata una nazione a tutti gli effetti, visto che non è possibile viverci fisicamente. Ma gli "asgardiani" esistono e, si legge sul sito ufficiale, sono 114.637 in rappresentanza di 174 Paesi, 4.087 del totale sono italiani.

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