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Augé: le nuove paure

Da cosa derivano le paure che affliggono le società contemporanee? Cosa hanno di diverso rispetto al passato? E come poterne acquisire consapevolezza in modo da non restarne vittime? Nel suo saggio dal titolo Le nuove paure. Che cosa temiamo oggi? (Bollati Boringhieri 2013) l'antropologo Marc Augé indaga l'ansia generalizzata che stringe come una morsa la nostra contemporaneità, analizzandone le conseguenze soprattutto nelle società industrializzate.

Dalla quarta di copertina:

Da vero illuminista, Marc Augé possiede il talento di rivelarci a noi stessi. Questa volta spingendoci a scrutare nello specchio scuro di ciò che collettivamente temiamo di più. Ma è davvero così terribile quello che riusciamo a distinguere? Certo, abbiamo l'impressione di vivere immersi nella paura, perché inquietudine e angoscia hanno la sinistra capacità di addensarsi e incupire il nostro orizzonte. Insomma, la paura fa sistema, crea contagio, induce visioni apocalittiche, disegna l'habitat dell'incubo, dall'allarme alimentare o pandemico all'emergenza climatica al rischio terroristico: l'insieme rilegato dalla crisi planetaria. Augé però non cade ostaggio di questa cupezza indifferenziata. Preferisce perlustrarla, inventariarne gli aspetti, interrogarsi sul loro senso. Così scomposte da una lente antropologica, le paure attuali si rivelano spesso artificiose, fomentate da media ansiogeni, o si riaffacciano, sublimate, là dove non ci aspetteremmo di trovarle, oppure lasciano affiorare sgomenti antichi. Ma discernere le minacce vere - innanzi tutto la rottura del legame sociale - è la prima mossa per allentare la presa che la paura ha su di noi.

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