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BOLOGNA: LE TORRI

Bologna, capoluogo dell’Emilia Romagna, era nota un tempo per il grande numero di torri che la distinguevano. Esse vennero costruite dalle numerose famiglie patrizie che, in epoca comunale, gareggiavano nell’ostentazione del proprio potere economico e politico attraverso queste edificazioni, sempre più alte e poderose. Oggi non è più possibile ammirare molte delle torri che valsero a Bologna l’appellativo di “turrita”, della cui presenza si conservano tuttavia numerose testimonianze architettoniche, ma rimangono le celeberrime torri dette degli Asinelli e Garisenda, simboli della città, di cui l’unità audiovisiva racconta l’appassionante storia.
Nel Secolo XI Bologna venne insediata dai Longobardi, i quali nel 1088 vi fondarono la celebre istituzione universitaria felsinea. A partire da quel momento il comune divenne meta di intellettuali e studiosi provenienti da tutta Europa, che con la loro presenza contribuirono all’arricchimento delle attività economiche e all’ingrandimento del centro urbano. Al termine del XIV Secolo, quando divenne un fulcro dello Stato Pontificio, Bologna vantava uno dei sistemi di approvvigionamento idraulico tra i più avanzati, oltre che la presenza di un’industria tessile dotata di mulini per la lavorazione della seta “alla bolognese”, tecnologicamente molto avanzata per l’epoca.

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