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"Cara Malala…"

Fra i principali candidati al Premio Nobel per la Pace 2013 (assegnato all'Opac, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) c'era anche Malala Yousafzai, studentessa pakistana sopravvissuta dopo un lungo calvario a un agguato tesole dai talebani il 9 ottobre 2009.

Nel 2009, all'età di 11 anni, Malala Yousafzai inizia a tenere un diario per la BBC in cui racconta la sua quotidianità e le ingiustizie subite in un regime che si oppone ai diritti delle donne. Il 9 ottobre di quell'anno, per punire il suo attivismo nella lotta per il diritto allo studio delle bambine, i talebani le sparano un colpo di pistola alla testa sul pullman che la riporta a casa da scuola.

Curata in Gran Bretagna, dove è sottoposta a innumerevoli interventi di ricostruzione facciale, diviene un simbolo della battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne. La sua storia fa il giro del mondo, e il 12 luglio 2013, giorno del suo sedicesimo compleanno, Malala è invitata a tenere un discorso all’ONU per testimoniare l’importanza dell’educazione come strumento di emancipazione femminile in una società più libera e giusta. Candidata al premio Nobel per la pace, è oggi un esempio di coraggio per tutte le bambine del mondo.

Norma Tumminello, una studentessa palermitana di 17 anni, ha scritto una lettera bellissima di solidarietà a Malala. Le abbiamo chiesto in una intervista di sintetizzare il suo appello.

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