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CARAVAGGIO A ROMA 1600-1606

L’unità audiovisiva, realizzata con filmati d’archivio e con sequenze dello sceneggiato televisivo, del 1967, interpretato da Gian Maria Volonté, descrive gli ultimi anni del soggiorno romano di Caravaggio.
Nel 1600 Michelangelo Merisi è il più celebre pittore italiano, ma il carattere rivoluzionario della sua pittura lo pone in un insanabile dissidio con la società del suo tempo. Agli onori ed ai riconoscimenti ricevuti si alternano i processi e la sua vita assume toni sempre più drammatici. Il tema degli ultimi anni del periodo romano, il S. Girolamo scrivente, ripetuto per tre volte, è una meditazione sulla morte, un’apertura verso lo spazio del mistero, dove “il buio metafisico” sembra ossessionare l’artista. Nell’ultima opera romana, la Morte della Vergine, egli elimina il cerimoniale religioso, per rappresentare nella sua pienezza la sacralità della vita umana, ad un grado difficilmente raggiunto nella storia della pittura. La tela è, però, considerata sacrilega dal papa e venduta, tramite Rubens, ai Gonzaga di Mantova.
Nel maggio 1606, coinvolto in una rissa tra giocatori della pallacorda, nella quale uccide un suo giovane amico, Caravaggio è costretto a fuggire da Roma per sottrarsi alla giustizia.

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