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CAVALLERIA: I REGNI BARBARICI

Franco Cardini, ordinario di Storia medioevale all`Università di Firenze, in un’intervista del 1995, soffermandosi sull`etimologia di cavaliere, sottolinea come il francese presenti due voci distinte: "cavalier", colui che va a cavallo, e "chevalier", ossia chi è insignito della dignità cavalleresca.
Sulla scorta di alcune sequenze di Parceval le gallois di Erich Rohmer (1974), Gherardo Ortalli, professore di Storia medioevale all`Università di Venezia, spiega la diversa concezione del cavallo nel mondo classico e germanico. Il tema della cavalleria nei regni romano-barbarici viene introdotto da Stefano Gasparri, ordinario di Storia medioevale presso l`Università di Genova, il quale esemplifica menzionando alcuni rituali religiosi, propri dei Longobardi, che prevedevano l`uso del cavallo.
Dopo alcune sequenze tratte da Cavalieri selvaggi, di John Frankenheimer (1974), Gasparri spiega che già nell`VIII secolo, quando il re longobardo Astolfo emana delle leggi sull`armamento dei cavalieri, si va delineando un`élite a cavallo. La parte conclusiva del filmato - introdotta dalla voce fuori campo che legge un passo dal Vita Karoli di Eginardo - tratta della cavalleria presso i Franchi. Il contributo di Gasparri è accompagnato da immagini di pitture, vetrate, tombe, reperti archeologici e armi che risalgono alla dinastia carolingia.

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