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Cecco Angiolieri: il più originale dei Giocosi

Guido Davico Bonino si sofferma sull`opera di Cecco Angiolieri (Siena 1260 - 1313 c.a.), il più originale rappresentante della corrente "giocosa o burlesca" della letteratura di quell`epoca, a cui sono attribuiti 110 sonetti. La poesia "tutta di testa e di tavolino", da un lato, canta le lodi del vino, del denaro, del gioco, dall`altro, inveisce contro l`odiosa-amata Becchina, parodia della dantesca Beatrice.
Giancarlo Dettori legge i sonetti: "Tre cose solamente mi so` in grado", "La malinconia è tanta e tale", "La mia donna m`ha mandato un messo", "Qualunque giorno non veggo il mio amore", "Becchina, amor! Che vuò, falso tradito?, "Non si disperin quelli de lo inferno", "S`io fossi fuoco arderei lo mondo".

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