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CESARE PAVESE: UNO SCRITTORE PROVINCIALE

L’unità didattica ricostruisce la vita e il percorso intellettuale dello scrittore piemontese Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, Cuneo 1908 – Torino 1950).
Partendo da alcune parole, scritte nel suo diario pochi giorni prima del suicidio, avvenuto all’età di 42 anni in un albergo torinese, si leggono e commentano alcuni passi de La luna e i falò, da molti considerato il suo romanzo più bello. Scritto di getto, può considerarsi un’opera finale, definitiva, in cui Pavese riassume e mette a frutto le sue esperienze esistenziali e letterarie.
È soprattutto da alcuni passi de La casa in collina che emerge lo straordinario sforzo dell’autore nel recupero del passato.
Parte dell’audiovisivo è dedicata all’opera di Pavese come traduttore e divulgatore della letteratura anglosassone, attività, questa, che assume il valore di un’appassionata polemica contro la repressione del regime fascista. Nel 1950 riceve il premio Strega per il romanzo La bella estate, ma il riconoscimento della critica non riesce a farlo uscire dalla depressione e dalla solitudine che lo porteranno, di lì a poco, al gesto estremo.
Il filmato si chiude con un’inedita intervista a Pier Paolo Pasolini, realizzata dal regista Franco Contini nel 1972, durante la realizzazione di un film-documentario su Pavese.

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