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Claudio Gnessi: l`Ecomuseo Casilino e il progetto Co.Heritage

Claudio Gnessi, Presidente dell’Associazione per l’Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros, in questa intervista ci ha raccontato la nascita dell’associazione nel 2012 quando con l’aiuto di due antropologi, Vincenzo Padiglione e Alessandra Broccolini, un gruppo di cittadini del Comitato di Quartiere di Torpignattara riunito intorno a una serie di vertenze in difesa del verde pubblico della zona, decide di provare a utilizzare lo strumento dell’ecomuseo, che ha la caratteristica fondamentale di promuovere la salvaguardia e la valorizzazione di uno spazio che viene ritenuto importante dalla comunità che lo abita.

 

Nasce così l’Associazione per l’Ecomuseo Casilino, che oltre alla salvaguardia e valorizzazione del territorio si pone anche l’obbiettivo di costruire la comunità che abita e si prende cura del proprio territorio, e non solo per quanto riguarda Torpignattara ma anche i quartieri limitrofi: Centocelle, Pigneto, Casilino, Gordiani, realizzando di fatto il più grande ecomuseo urbano italiano.

 

«Eravamo un gruppo di persone sufficientemente ampio per poter reclamare il diritto di essere una comunità che si prende in cura il proprio territorio. Perché questa poi è la finalità dell’Ecomuseo, dove per cura non si deve intendere genericamente prendere la ramazza e pulire a terra, la cura è avere una visione su questo territorio, nell’intento di lasciarlo migliore rispetto a come lo si è trovato, e lasciarlo migliore vuol dire non solo pulito ma anche magari non stuprato da un punto di vista edificatorio, non trattato male da un punto di vista narrativo, non negletto da un punto di vista sociale, non relegato ai margini da un punto di vista culturale» – Claudio Gnessi, Presidente dell'Associazione per l'Ecomuseo Casilino

 

Claudio Gnessi ci ha poi spiegato come funziona concretamente l’Ecomuseo Casilino, e che tipo di attività e progetti porta avanti costantemente e in sinergia con enti pubblici, associazioni e gruppi di cittadini, come per esempio il progetto Co.Heritage, letteralmente co-abitazione, che si focalizza sulla multiculturalità, una delle principali caratteristiche del territorio dell’Ecomuseo, ed è finalizzato all’individuazione del patrimonio culturale condiviso dalle comunità di origine italiana e straniera che vivono la periferia est di Roma, progetto che è stato inserito nell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018.

 

«Il progetto nasce dall’idea che nessuno è ospite di un territorio e che tutte le comunità che lo vivono hanno il diritto di fruire, implementare, salvaguardare e promuovere il suo patrimonio culturale e trae ispirazione dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dove si afferma che tutte le persone hanno diritto alla piena partecipazione alla vita culturale, partecipazione intesa non solo come diritto alla fruizione del patrimonio, come esplicita la Convenzione di Faro, ma anche al suo arricchimento» – Dal comunicato stampa del progetto Co.Heritage

 

Le attività previste nel programma del progetto, partito il 1 ottobre 2017 e che si concluderà il 30 ottobre 2018, sono svolte in collaborazione con associazioni, enti, scuole, gruppi e singoli cittadini e si sviluppano un complesso di 80 interventi tra lezioni, seminari, incontri, tour, workshop, installazioni, assemblee, feste ed eventi di varia natura, come per esempio:

 

1) Patrimoni migranti: Il patrimonio culturale dal punto di vista delle comunità migrante. Percezioni, narrazioni, implementazioni quotidiane. In collaborazione con Asinitas, Casa Scalambrini, CPIA1.

 

2) Memorie di comunità: Il patrimonio della memoria orale del territorio, raccolto direttamente suoi custodi e trasformato in una serie di audioracconti. In collaborazione con il Liceo Classico Benedetto.

 

3) Inciampi nella memoria: Il patrimonio della Prima e Seconda Guerra Mondiale raccontato, censito e riscoperto. Tour, posa di pietre d'inciampo e il restauro di monumenti relativi alla grande guerra. In collaborazione con l'I.C. Laparelli.

 

4) Conoscere per capire: Alla scoperta delle religioni del territorio con lezioni, laboratori e un ciclo di incontro tra le diverse comunità di fede. In collaborazione con KarawanFest, l'I.C. Laparelli e Takoua Ben Mohamed.

 

5) Ort’incontro: La storia agricola del bacino del Mediterraneo come metafora del valore dell'incontro e del dialogo tra culture. A fine ciclo verrà realizzato un orto “meticcio” in collaborazione con gli ospiti di un centro d'accoglienza. In collaborazione con il Liceo Classico Benedetto Da Norcia.

 

6) Everyday Heritage: Ricerca sui vissuti quotidiani di alcune comunità di origine straniera nella loro relazione con il territorio e sull’eventuale contributo di tali pratiche all’arricchimento del patrimonio culturale. In collaborazione con il Dipartimento Storia Culture Religioni dell'Università di Roma La Sapienza.

 

7) Fotoracconti dal futuro di Tor Pignattara: Come pianificherebbero il territorio le comunità di origine straniera? Una ricerca per produrre un need assessment che confluirà in una serie di elaborati tecnici di pianificazione urbanistica del Comprensorio Casilino.

 

8) Raccontare il territorio: Tour guidati sul territorio (Domeniche dell’Ecomuseo Casilino), lezioni, workshop sessioni di staging per promuovere la conoscenza del patrimonio locale e formare le seconde generazioni alla professione di tour manager, tour leader e performing storytelling. In collaborazione con il Liceo Classico Benedetto da Norcia, l’I.C. Laparelli e il patrocinio del Municipio Roma V.

 

9) Per una nuova identità locale: Una serie di attività disseminate sul territorio nazionale (attraverso incontri, collaborazioni, seminari) per sollecitare gli attori locali ad accompagnare le diverse comunità in un processo di abilitazione che le renda protagoniste nella ridefinizione dei concetti di appartenenza e identità locale, per provare a fare del patrimonio culturale uno strumento di attivazione di processi di inclusione, sviluppo locale, governance partecipativa.

 

Per tutte le info vai al sito www.ecomuseocasilino.it

 

 

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