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CLEMENTE REBORA. IL TESORO DELLA POESIA ITALIANA

Guido Davico Bonino, in questa unità, propone una breve ricostruzione biografica di Clemente Rebora (Milano 1885 - Stresa 1957). Essa muove dalla crisi spirituale del poeta, il quale, proveniente da una famiglia laica, nonché ufficiale di fanteria durante la prima guerra mondiale, nel 1929 si convertirà al cattolicesimo. Dapprima novizio tra i rosminiani, Rebora viene ordinato sacerdote nel 1936.
Le raccolte più note di questo poeta difficile e solitario, Frammenti lirici (1913) e Canti anonimi (1922), denotano “una tensione spasmodica”, che si esprime in un “turbine stilistico” volto a riprodurre “il colpevole disordine del reale, la sua ineluttabile ingiustizia”. In uno stile “al limite della sovreccitazione”, prende corpo il contrasto tra eterno e transitorio, a cui solo il Dio cristiano dà risposta.
Luciano Virgilio legge da Frammenti lirici: “Noi siam dell`allegra brigata”, “O carro vuoto sul binario morto”, “Lungo di donna un canto si trasfonde”, “O poesia, nel lucido verso”, “Dalla razzante pendice”; da Canti anonimi: "Dall`immagine tesa".

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