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Con la schiena dritta

“La Sicilia ha pagato un alto tributo di sangue: spero che adesso ci lascino lavorare in pace”. Con queste parole Antonino Caponnetto si insediò a Palermo nel 1983 come capo dell’Ufficio istruzione al posto del giudice Rocco Chinnici, il padre del pool antimafia ucciso davanti casa con un’auto imbottita di tritolo. Nove anni più tardi, tuttavia, dopo aver visto cadere per mano della mafia i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il magistrato si lasciò andare davanti alle telecamere a uno straziante commento di dolore: “È finito tutto!”

Attraverso filmati dell’epoca e testimonianze, il video ricorda la figura del giudice illustrando le iniziative per la diffusione dell’idea di legalità nelle scuole portate avanti dalla Fondazione Antonino Caponnetto.

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