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CRISTOPH WILLIBALD GLUCK: LA RIFORMA DELL`OPERA SERIA

Partendo da Artaserse di Leonardo Vinci, su libretto di Pietro Metastasio, melodramma del 1730, il musicologo Pierluigi Petrobelli ricostruisce brevemente la storia della vocalità nell’opera del ‘700. Il cantante, cui era richiesto un virtuosismo tipico della scrittura strumentale, veniva scelto per l’agilità della sua voce e per la gamma dei registri timbrici. Il compositore gli lasciava molta libertà per ornamentare la melodia, con i cosiddetti “abbellimenti”.
La libertà sugli abbellimenti divenne presto eccesso di licenza. Il cantante, divenuto un po’ creatore, si sentiva legittimato a mettere in mostra soprattutto i propri virtuosismi, indipendentemente dalle esigenze musicali dell’opera. Come esempio si ascoltano alcune parti di Orlando furioso di Antonio Vivaldi.
Un`altra caratteristica dell’opera seria riguarda la scelta dei soggetti, che sono tratti dall’antichità classica, storica o mitologica. L’opera ha il compito di celebrare il potere e il rapporto tra il potere e le virtù civili e private. Nel 1700 il potere politico era assolutistico e aveva quindi bisogno di uno spettacolo grandioso che ufficialmente lo rappresentasse.
Molto più della musica e del dramma, i cantanti sono i veri protagonisti dell’opera. Esistono caricature che esagerano le grandezze fisiche dei cantanti di quel tempo. Gli evirati ebbero un grande fortuna, iniziavano la loro carriera in chiesa, poiché alle donne era proibito cantare nei luoghi sacri e divennero assai ricercati e alcuni, come Caffarelli e Farinelli, sono passati alla storia.
Col tempo, i virtuosismi dei cantanti arrivarono a eccessi tali da rendere incomprensibile il testo del dramma, allontanando la parola dalla musica.
Sarà il musicista tedesco Gluck, a operare la riforma del melodramma. Tra i punti fondamentali della riforma di Gluck, si ricorda che ai cantanti non è più permesso riempire la loro parte di fioriture, se non sono espressamente scritte dal compositore. Scompare inoltre la differenza tra recitativo e aria, in quanto si preferisce una dimensione musicale costantemente espressiva e legata alla parola. Il coro ha funzione di personaggio. Le danze sono ammesse solo quando hanno un reale ruolo nel dramma. I cambi di scena sono ridotti al minimo e l’orchestrazione gioco un ruolo musicale autonomo e non solo d’accompagnamento ai cantanti.
Nell`Orfeo ed Euridice di Gluck si ha appunto l’esempio di una vocalità molto più controllata, essenziale rispetto all’azione e vicina alla metrica del testo.

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