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Daniela Dawan, Qual è la via del vento

Qual è la via del vento di Daniela Dawan (e/o) racconta nella prima parte di Micol e dei suoi che fuggono dalla caccia all’uomo scatenatasi nelle vie di Tripoli nel 1967, quando l’affermazione di Nasser in Egitto provoca un’estesa ondata antiebraica, e nella seconda del ritorno della protagonista in Libia nel 2004. È un romanzo a due facce, storico e familiare: da una parte l’accurata ricostruzione dei fatti e del clima politico in Libia al momento dei disordini e poi sotto Gheddafi, dall’altra una tragedia su cui è caduto il silenzio, la morte di una sorella mai conosciuta. Micol ha nove anni quando il mondo le crolla addosso. Il suo paese è diventato una trappola, bisogna andar via: dopo i primi concitati momenti (nessuno va a prenderla a scuola, le tocca passare la notte con una suora) la sua famiglia si rintana dai nonni con altri parenti e, appena un amico arabo procura i visti, parte per l’Italia. Dawan ricostruisce con ricchezza di particolari la saga della famiglia Cohen, il matrimonio precoce tra Virginia e Ruben, il contrasto tra lo spirito libero dei familiari di lei e il tradizionalismo di quelli di lui, il radicamento dell’uomo nella vita tripolitana, il suo annientamento in esilio. Dopo la morte della prima figlia Leah, la coppia ha avuto Micol; sarà il viaggio fatto da adulta in Libia in compagnia di anziani espatriati a chiarire alla protagonista i contorni della vicenda che le era rimasta oscura per anni.

 

Daniela Dawan è stata ospite del programma di Corrado Augias Quante storie (21/9/2018). Vi presentiamo un estratto dal video della puntata.

 

 

Daniela Dawan è nata a Tripoli, dove è vissuta fino all’età di dieci anni. Costretta a fuggire con la famiglia durante la Guerra dei sei giorni, nel 1967 approda in Italia. Già avvocato penalista, è ora Consigliere della Suprema Corte di Cassazione. È vissuta a Milano, Bruxelles, New York. La sua attività attuale si svolge prevalentemente tra Milano e Roma. Ha esordito nella narrativa con numerosi racconti e con il romanzo Non dite che col tempo si dimentica (Marsilio 2010).

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