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David Almond, La diga

Kielder Water è il più grande lago artificiale nel Regno Unito; venne creato tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta nel Northumberland settentrionale. Un’enorme diga sbarrò la Kielder Valley, dove si trovavano fattorie, una scuola, diversi gruppi di case e un tratto di ferrovia della Border Counties Railway; i lavori finirono nel 1981. David Almond immagina che all’alba un  padre e una figlia attraversino i prati tra le case abbandonate prima che l’acqua sommerga tutto. I due suonano, cantano e ballano, riempiono di musica le case. Un canto d’amore per la propria terra, un inno alla memoria questo è La Diga di David Almond, tradotto da Damiano Abeni e illustrato da Levi Pinfold per Orecchioacerbo.

 

A Più libri più liberi abbiamo incontrato David Almond che ci ha parlato dell'origine di questo libro, dei suoi personaggi, dei suoi motivi ispiratori e delle sue magnifiche illustrazioni.

David Almond nasce a Newcastle sul Tyne il 15 maggio 1951 e cresce nella piccola città mineraria di Felling. Studia all’Università di East Anglia e al Politecnico di Newcastle. Dopo essersi laureato lavora per cinque anni come insegnante prima di concentrarsi sulla scrittura in una comune per scirttori del Norfolk. In Italia ha pubblicato con Salani Skellig (2009), Argilla (2010), La storia di Mina (2011), Il bambino che si arrampicò fino alla luna (2012), Il grande gioco (2013), La vera storia del mostro Billy Dean (2014), Mio papà sa volare (2017), La canzone di Orfeo (2018). Con Edizioni BD Il selvaggio (2009), Topo, uccello, serpente, lupo (2014); con Sinnos Klaus e i ragazzacci (2015) e con Orecchioacerbo Il sogno del Nautilus (2017). Ne 2010 ha vinto il premio Hans Christian Andersen.

 

Levi Pinfold da anni vive in Australia. Nel 2011 ha vinto il Booktrust Best New Illustrators Award e nel 2013 la Kate Greenaway Medal per il libro Cane nero. Le tecniche che utilizza più spesso sono l’acquerello o la tempera all’uovo. Tra i suoi modelli riconosce Shaun Tan, Alan Lee e Dave McKean ma anche Sendak, e tra i classici spazia da Breugel ai pittori romantici.

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