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Democratica, flessibile, a colori. L`architettura secondo Richard Rogers

Una società democratica merita edifici alla sua altezza, che definiscano la sfera pubblica e ne siano parte, luoghi in cui tutti i cittadini si sentano liberi di muoversi, imparare e partecipare.

Nato a Firenze nel 1933, in una famiglia d’italiani emigrati in Inghilterra, Richard Rogers ha espresso, sin dagli esordi, l’idea di un’architettura dal forte impegno etico e una visione della tecnica come possibile chiave per l’evoluzione e il miglioramento sociale. Flessibilità, trasparenza e uso del colore sono gli elementi fondanti di un linguaggio finalizzato ad “umanizzare le istituzioni” e a creare forme d’insediamento capaci di assorbire eventuali rivoluzioni nella destinazione d’uso.

"Lascerò questa città non meno, ma più bella di come l’ho trovata era l’antico giuramento del cittadino ateniese ed è l’ambizione alla base del mio lavoro” ha dichiarato Lord Rogers (nel 1991 è stato nominato Cavaliere da Sua Maestà Britannica Elisabetta II).

Richard Rogers dopo l’esperienza dello studio Team 4, costituito assieme alla prima moglie Su Rogers e ai coniugi Wendy e Norman Foster, nel 1969 incontra Renzo Piano con il quale comincia una collaborazione che, nel 1971, li porterà a vincere (insieme a Peter Rice, Gianfranco Franchini e Su Rogers) il concorso internazionale per il centro Georges Pompidou di Parigi, il Beaubourg, una delle opere più iconiche tra le architetture museali contemporanee. Nel 1977 fonda la Richard Rogers Partnership, rinominata nel 2007 Rogers Stirk Harbour + Partners (RSHP): negli ultimi 40 anni, RSHP ha suscitato il plauso della critica aggiudicandosi numerosi premi per progetti realizzati in Europa, America, Asia e Australia.

Negli anni ’80 e ’90, Rogers è stato consulente del programma Grands Projets de Paris varato dal Presidente francese François Mitterrand, e dal 2000 al 2003 è stato chiamato come esperto dal sindaco di Barcellona per l’Urban Strategies Council; successivamente, chiamato come consulente dal sindaco di Londra Ken Livingstone, costituisce il dipartimento di Architettura e Urbanismo che promuove il recupero e il riuso delle aree industriali dismesse e il miglioramento degli spazi pubblici.

Tra le opere più note di Lord Rogers e i suoi partners, oltre al Centre Pompidou, si ricordano l’edificio Lloyd’s of London Insurance a Londra, il Palazzo della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo, il Daimler complex di Potsdamer Platz a Berlino, il Palazzo di Giustizia di Anversa, il Senedd di Cardiff, il Millenium Dome di Londra, il Terminal 4 dell’Aeroporto di Madrid-Barajas e il Terminal 5 dello scalo londinese di Heathrow. 

Rai Arte ha incontrato l’architetto inglese, in occasione dell’edizione 2018 di Cersaie, a Bologna. 

Si ringrazia lo studio Rogers Stirk Harbour + Partners per la gentile concessione delle fotografie.

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