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Diagnosi senza frontiere

Dal capoluogo emiliano alla Grande mela passando per Pittsburgh e Boston. Questo il cammino professionale seguito da Riccardo Lattanzi, laureato a Bologna in Ingegneria elettronica con indirizzo biomedico, e passato nel giro di pochi anni a ricoprire l’attuale carica di Assistant professor of Radiology presso la New York University.  “Subito dopo la tesi”, racconta Lattanzi, “sono rimasto a lavorare come contrattista ricercatore agli Istituti ortopedici Rizzoli, dove mi occupavo di chirurgia assistita al calcolatore. Dopo circa un anno ho fatto domanda per una borsa di studio Fulbright.” La domanda è stata accettata, e da lì in poi la vita professionale di Lattanzi ha spiccato il volo. Dopo aver lavorato per sette mesi in un laboratorio di ricerca a Pittsburgh, si è trasferito a Boston frequentando un corso di ingegneria biomedica e prendendo nello stesso periodo anche un master al MIT (Massachusetts Institute of Technology), dove ha iniziato a occuparsi di risonanza magnetica per immagini. Alla fine del dottorato, infine, ha ricevuto un’offerta per trasferirsi alla New York University per intraprendere la carriera accademica. Attualmente si occupa di tecniche e tecnologie per la risonanza magnetica ad alto campo e conduce uno studio clinico sull’uso di tecniche basate sulla risonanza magnetica per la diagnosi di tipo biochimico della cartilagine. “Io mi occupo in particolare della diagnosi dell’anca”, spiega. “Questo perché è importante riuscire a diagnosticare la degenerazione della cartilagine prima che si vedano degli effetti macroscopici, in modo che il chirurgo possa correggere i difetti e quindi evitare che alla lunga si arrivi all’artrosi e poi alla protesi d’anca.”

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