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Effetti Brexit nell`ambito accademico: prof. Antonio Guarino

Il risultato sul referendum della Brexit è stato accolto con preoccupazione da parte dell' accademia britannica, come ci illustra Antonio Guarino, professore di Economia nel Dipartimento di Economia dell’University College London: l'università è per definizione una comunità aperta in cui le distinzioni di nazionalità non hanno rilevanza e quindi politiche volte a ridurre il movimento delle persone, dei ricercatori e dei lavoratori, non sono una buona notizia.

Gli effetti negativi della Brexit sono innanzitutto l'accesso ai fondi europei per progetti di ricerca: il Regno Unito è stato un beneficiario di finanziamenti europei a cui si ha accesso solo per progetti particolarmente meritevoli e  in tal senso i ricercatori britannici sono stati bravi nel proporre progetti ritenuti validi. Ma tra due anni questi finanziamenti potrebbero non essere disponibili, come anche potrebbe non essere più possibile partecipare a progetti di ricerca più ampi, in cui è prevista la collaborazione di diverse università, di diversi dipartimenti.

Un secondo problema riguarda la possibilità di trattenere e attirare i ricercatori migliori cosa che finora è accaduto ma che potrebbe essere difficile in futuro, in quanto la Brexit ha creato molta incertezza sul futuro del sistema scientifico britannico. Inoltre c'è un aspetto di carattere professionale, in quanto i ricercatori vogliono ovviamente stare nei posti migliori e nei contesti più produttivi, ma c'è anche un aspetto personale perché le politiche di immigrazione restrittiva possono creare maggiori problemi nell' ottenere un visto per se stessi e per i propri familiari.

Il terzo problema invece riguarda gli studenti, infatti c'è stato un calo della domanda di immatricolazione degli studenti europei non britannici pari al 7%. Ovviamente non si può dire immediatamente che sia stata dovuta a Brexit, ma è quello che si teme.

Cosa succederà nei prossimi anni dipenderà da come le università britanniche saranno in grado di reagire a questo shock negativo: per esempio ci potrebbero creare accordi di collaborazione bilaterale con le istituzioni ed università di altri paesi europei, cercando di risolvere i problemi che Brexit ha creato. D'altro canto i sistemi scientifici di altri paesi potrebbero reagire cercando di attrarre i ricercatori che sono usciti dal Regno Unito. "Sicuramente Brexit non è stata una buona notizia-conclude il prof. Guarino- e ne avremmo fatto sicuramente a meno".

 

Antonio Guarino è professore di Economia nel Dipartimento di Economia dell’University College London. Tra i suoi titoli di studio, una Laurea in Economia e Commercio alla LUISS di Roma, un Master in Economia all’Università Bocconi di Milano, un dottorato di ricerca in Economia Politica (Università Bocconi, Cattolica e Statale di Milano) e un PhD in Economia alla New York University. Si occupa di finanza, teoria economica e economia sperimentale. Ha pubblicato le sue ricerche nelle principali riviste scientifiche del settore e ottenuto vari fondi di ricerca, tra cui uno “European Research Council Grant”. E’ presidente di AISUK, l’Associazione degli Scienziati Italiani nel Regno Unito.

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