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Effetti Brexit nell`ambito accademico: prof. Sergio Della Sala

La Brexit, secondo il professor Sergio Della Sala rappresenta un evento negativo sotto molteplici punti di vista: sul piano ideologico perché tradisce il mandato del Manifesto di Ventotene, sul piano politico perché cede alla voglia nazionalismi fuori moda; sul piano sociale perché la Gran Bretagna si svenderà a capitali esteri invece di coltivare il sogno di una società più equa è più giusta; sul piano culturale perché la vita accademica britannica ne soffrirà. 

Gli accademici ne erano così consapevoli che hanno votato contro la Brexit per l'89% e gli studenti con una percentuale pari al 75%; le università soffriranno da questo processo perché il paese diventerà molto meno attraente per i ricercatori esteri e quindi le università diventeranno molto meno cosmopolite di quanto siano adesso.

Inoltre gli studenti europei saranno molto meno invogliati a frequentare le università britanniche e quindi recluteranno studenti benestanti, che possono permettersi di pagare le tasse: in tal senso, secondo Della Sala, avremo più studenti ricchi che meritevoli. Ne soffriranno le collaborazioni che ora sono basate sui fondi europei a cui la Gran Bretagna ha accesso e che diventeranno molto meno accessibili per studiosi che lavorano in un' accademia britannica.

Nel frattempo alcuni Rettori di varie università britanniche, hanno cercato di spargere ottimismo e rassicurazioni, ma la verità è che noi non sappiamo cosa succederà, ma secondo il prof. Della Sala una cosa è certa: le aperture dovrebbero essere preferibili alle chiusure e conclude: "Quindi spero che la Scozia dove vivo e lavoro, continuii la sua battaglia per rimanere in Europa e che gli effetti devastanti della Brexit sull'università, siano minimizzate almeno  in Scozia".

 

Sergio Della Sala

Sergio Della Sala, MD, MSc, PhD, FRSA, FRSE, FBPsS, e’ “Professor of Human Cognitive Neuroscience and Honorary Consultant in Neurology” presso l’Universita’ di Edimburgo, in Gran Bretagna, dove lavora e risiede da 25 anni. Il suo ambito di ricerca e’ la neuropsicologia cognitiva, che studia la relazione tra cervello e comportamento. Ha pubblicato oltre 500 lavori sperimentali su riviste peer-reviewed, in particolare su temi riguardanti la memoria e i suoi disturbi. E’ editor della rivista scientifica Cortex, Presidente del CICAP, membro della Royal Society, e ha ricevuto il primo premio Tam Dalyell per “Excellence in Engaging the Public with Science”. I suoi più recenti libri in italiano s’intitolano “Le Neuroscienze a scuola. Il buono, il brutto e il cattivo” (Giunti) e “Mai fidarsi della mente” (Laterza).

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