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Enrico Giovannini, portavoce dell`Asvis

 

Economista, insegna Statistica economica, portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis) e autore del saggio “L’utopia sostenibile” (Laterza 2018), Enrico Giovannini è ospite del programma “Quante storie” di Corrado Augias per parlare di come si possa lavorare per creare un futuro sostenibile sul piano non solo ambientale ma anche sociale ed economico. Proprio con questo scopo, nel 2015, 193 paesi del mondo hanno sottoscritto L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, impegnandosi a perseguire gli obiettivi che questa fissa in 17 punti: fame, salute, acqua, povertà, infrastrutture, energia, occupazione, disuguaglianze, clima, pace, istruzione sono questioni che si affrontano solo con un pensiero integrato e il concorso di forze politiche, economiche e sociali. Un’utopia? Forse, ma vale la pena di combattere per essa.

“Ci sono molti sognatori – dice Giovannini intervistato da Augias, citando John Lennon. “Ma sono loro che stanno veramente cambiando il mondo”, spesso a dispetto della politica.

Il problema se mai, secondo l’economista, è che si considera ancora il tema dello sviluppo sostenibile come una questione legata esclusivamente alle questioni ambientali mentre comprende a pieno titolo il concetto di sostenibilità sociale ed economica. Questo significa lotta per la tutela delle risorse naturali ma anche adottare un modello di crescita che agisca per il benessere della collettività e la lotta alle disuguaglianze.

Dal 1944, anno in cui gli Stati Uniti introdussero il Pil come misuratore della ricchezza materiale nazionale, il mondo è molto cambiato. “Dobbiamo riuscire – conclude Giovannini – a fare di più con meno”, va rivisto e riconsiderato lo stesso concetto di “benessere”. I giovani stanno dimostrando di aver compreso questo, meglio della generazione dei loro padri. Un esempio per tutti: “Dall’ultimo sondaggio fatto sull’argomento, sembra che i ragazzi non abbiano il desiderio di possedere, ad esempio, un’automobile, ma che preferiscano i mezzi di trasporto collettivi. Il che mette in discussione il principio stesso di proprietà privata esclusiva.

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