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ENZO MARI. LEZIONI DI DESIGN

L`unità si apre con una scheda su Enzo Mari. Per lui, "progettare è un atto di guerra, non un gioco". Critico feroce dell`immagine idilliaca e rassicurante dell`italian design, secondo cui progetto, metodo di produzione e mercato si conciliano nel superiore interesse dell`utente, modello che, comunque, comincia ad entrare in crisi negli anni Settanta, Mari è considerato da molti la coscienza del design italiano.
Attivo dagli anni Cinquanta come artista d`avanguardia, si dedica parallelamente all`attività progettuale nella grafica, nel disegno di oggetti e prodotti industriali, allestimenti e mostre. Lunga e fattiva la sua collaborazione con Danese, per la quale disegna decine di best-seller, dai calendari agli appendiabiti, dalle porcellane ai vetri.
Gli vengono assegnati ben quattro Compassi d`oro, espone alla Galleria d`arte Moderna di Roma, al Moma e allo Stedeliyk Museum di Amsterdam. La sua vena, polemica ed ironica al tempo stesso, non ha mai ceduto alle lusinghe del successo commerciale, affermando che la pulsione al progetto è uno dei bisogni fondamentali dell`uomo.
In studio, Enzo Mari è ospite di Ugo Gregoretti con cui parla delle numerose contraddizioni di un mestiere sociale come il designer in un contesto capitalista. Mari spiega, anche attraverso un oggetto da lui disegnato, il contenitore "Java" (prodotto nel 1968 per Danese, ora prodotto da Alessi), come nel suo progetto tenga sempre in considerazione sia il lavoro dell`operaio, sia l`utilizzo finale che la gente ne farà. Spesso, egli afferma, l`uso di questo oggetto è alienante, poiché quando un progetto ha qualche qualità progettuale non viene capito in quanto sovverte una consuetudine. Una testimonianza di Bruno Danese e una scheda tecnica sulla produzione della pentola a pressione di E. Mari completano l`unità.

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