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Ernesto Forcellino. Dire due volte la stessa cosa

Dire due volte la stessa cosa. Forme dell’alterità e fenomenologia dell’inapparente è il titolo dell’intervento di Ernesto Forcellino alla X Edizione 2018 della Scuola estiva internazionale di alta formazione filosofica (International summer school of higher education in philosophy, École d’été internationale en philosophie) “Metafore: figure dell'alterità”, fondata da Elio Matassi - Castelsardo (Sassari).

L’argomento proposto prende avvio dall’istanza propria della fenomenologia ermeneutica secondo cui, nel luogo del pensiero e del linguaggio, la possibilità di cogliere e ‘accogliere’ il manifestarsi dei fenomeni si compie entro l’oscillazione fra il fenomeno inteso come “ciò che” da sé si manifesta e ciò “in cui” quel che si manifesta si manifesta (M.Heidegger, SuZ, § 7). Nello stesso termine: ‘fenomeno’, sono dunque dette due cose in uno, segnalando la presenza della differenza o dell’alterità entro il medesimo o ripetendo la stessa cosa in quanto differente, per lasciar intendere come nell’apparire dell’ente residui un grado intensivo di ‘inapparenza’.

Ma quale forma del ‘logos’, quale ‘logica’ del ‘fenomeno’ o, più in generale, quale pratica o forma espressiva potranno renderne ragione? Se il dettato fenomenologico di andare “alle cose stesse” esprime il compito della filosofia in quanto tale: la “cosa stessa” del pensiero, è forse proprio entro il contraccolpo tra la ‘cosa stessa’ e la ‘stessa cosa’ che, provando a disinnescare il dispositivo identificante della logica, potrà aver luogo la possibilità dell’incontro con l’altro.

Vengono al riguardo suggerite come tracce d’indagine lo spazio del “to autò” in Parmenide, la questione del “pragma touto” in Platone, il “Logico” in Hegel, la pratica del dire “tautologico” in Heidegger. Ma ci si potrà aprire anche ad esperienze ulteriori dell’alterità, secondo una possibile “mistica” o “metaforica” del linguaggio che interroga le forme molteplici dell’arte.

 

Ernesto Forcellino insegna Filosofia e Storia presso il Liceo Classico Giambattista Vico di Nocera Inferiore. È Dottore di Ricerca in Filosofia presso la Scuola Europea di Studi Avanzati; ha perfezionato i suoi studi in Germania presso la Albert-Ludwigs-Universität di Freiburg im Breisgau. Si è occupato, come Assegnista di Ricerca, di arte e filosofia nell’idealismo classico tedesco e nell’ermeneutica contemporanea, collaborando all’attività delle cattedre di Filosofia teoretica e di Ermeneutica filosofica dell’Università di Salerno. Ha insegnato Semiotica, Estetica e Filosofia della conoscenza presso l’Università di Cassino. È membro di redazione della rivista filosofica Il Pensiero. Ha partecipato, come relatore, ai convegni Teología y Teonomía políticas e Logica de la constitucion, constitucion de la logica. A la luz de 200 años de la “Ciencia de la Logica” de Hegel, organizzati dalla Universidad Autonoma di Madrid. Pubblicazioni:
Hölderlin e la filosofia. L’Uno in se stesso diviso, Guida, Napoli 2006, pp. 209. “L’Opera al bianco. O della in-differenza ontologica”, pubblicato in “Il Pensiero”, 2017– LVI – 1, pp. 95-107. “Dal nulla al nulla. Intorno al luogo del logico”, pubblicato in “Il Pensiero”, 2016 – LV - 2, pp. 129-156. “Impossibilità dell’immediato. Tra pensiero e poesia”, in M. Adinolfi, M. Donà (a cura di), Trovarsi accanto. Per gli ottant'anni di Vincenzo Vitiello, InSchibolleth Edizioni, Roma 2017, pp. 357-393. “La verità dell’Europa. Tra filosofia e teologia: quattro tracce”. In Aa. Vv. Verità dell’Europa (a cura di E. Forcellino), InSchibolleth Edizioni, Roma 2016, pp. 11-45.

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