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FASCISMO: LA POLITICA DELL`IMMAGINE E LE LEGGI RAZZIALI

In pieno clima imperiale, il fascismo italiano fa sfoggio di uniformi, di cavalli, di parate, di manifestazioni di forza. Si cerca di dare vita ad uno "stile fascita" grazie alll`impegno del gerarca Achille Starace. Si introduce nelle sfilate militari il passo romano; il sabato pomeriggio il popolo si reca alle adunate; comincia la campagna per abolire il "lei" ed introdurre il più italiano e virile "voi". A queste esteriorità di regime si affiancano iniziative più preoccupanti: ora anche in Italia comincia la persecuzione contro gli ebrei ispirata al modello nazista. Nel 1938 vengono emanate le leggi razziali, con l`esclusione dei cittadini ebrei dalle scuole e dal pubblico impiego. Lo scienziato Enrico Fermi, dopo aver ritirato a Stoccolma il Premio Nobel per la fisica si rifiuta di rientrare in Italia perché sua moglie è ebrea. Sulle sue tracce molti altri intellettuali saranno costretti ad abbondanare la patria. Ma intanto, in questa atmosfera, il 3 maggio del 1938 Mussolini accoglie a Roma Hitler in una cornice di apparente grandezza imperiale.

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