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FASCISMO: LA RETORICA

Novità e modernità furono le parole d’ordine della retorica fascista.
Servendosi di materiale d’archivio, l’unità propone alcune immagini emblematiche di un’ideologia che, con i suoi richiami al Risorgimento e alla romanità, si sforzava di permeare ogni sfera della vita privata, in vista di una totale identificazione tra popolo e Stato. Tagli di nastri e discorsi enfatici, supportati dall’eloquente mimica del duce, accompagnano le tante iniziative che segnarono il Ventennio: dalla bonifica delle paludi pontine ai primi colpi di piccone che lo stesso Mussolini contribuì a dare per lo svecchiamento dei centri storici. I filmati d’epoca mostrano una Roma rimodellata dagli architetti Piacentini e Brasini, ai quali il Duce affidò il compito di esprimere, nei monumenti e nei palazzi, il volto magniloquente dell`Italia fascista. Mussolini, inoltre, promosse la campagna demografica: chi si sposava e generava figli solo per questo era un benemerito della patria. Vennero promessi anche aumenti di salario per sette milioni di lavoratori. Un altro slogan annuncerà la nascita di “otto milioni di baionette”.

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