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Federica Manzon: l`amore ai tempi del virtuale

 

Una storia d’amore impossibile raccontata da un testimone che è amico della coppia e da sempre innamorato della ragazza: La nostalgia degli altri di Federica Manzon (Feltrinelli) prende un impianto classico e lo attualizza ambientando il tutto in un avveniristico ufficio milanese che si chiama Acquario, una fabbrica d’intrattenimento digitale. Lizzie inventa, il suo amico d’infanzia triestino fornisce le immagini alle invenzioni. Arriva Adrian, seducente, misterioso e tra lui e Lizzie si sviluppa un rapporto avvolgente che prescinde dal rapporto fisico, si basa su continui messaggi. Il narratore semina indizi sull’inafferrabilità di Adrian e apre flash back sull’infanzia infelice di lui e di lei. Lizzie, sempre carismatica e affascinante, comincia ad annullarsi per Adrien; lei entra nel suo computer, ha il dubbio che le abbia raccontato solo bugie; si affida a un tecnico di per spiarlo e scopre che forse è Adrian stesso a volere che lei insegua le sue molteplici identità virtuali. Manzon costruisce un labirinto in cui far perdere i suoi personaggi. Trieste e Milano, il passato e il futuro, sono i due poli di questa storia che forse non è una storia d’amore, ma come scrive Manzon stessa “una storia sul potere delle storie, e la manipolazione, sull’isolamento e la precarietà della salute mentale”.

Federica Manzon è nata a Pordenone nel 1981. Ha pubblicato, oltre al reportage narrativo Come si dice addio (2008) il romanzo Di fama e di sventura (Premio Rapallo Carige 2011 e Premio Selezione Campiello 2011). Collabora con l'organizzazione del festival letterario Pordenonelegge ed è redattrice di «Nuovi Argomenti». Nel 2015 ha curato il volume I mari di Trieste (Bompiani). Con Feltrinelli ha pubblicato La nostalgia degli altri (2017).

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