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Francesco Erbani: Uno strano italiano. Antonio Iannello e lo scempio dell`ambiente

“Appunti di lettura” è la serie nata dallo spazio libri di Mosaico. Giosuè Boetto Cohen in studio presenta il testo, ne legge alcuni brani, fornisce notizie sull’autore e propone alcuni spunti per la riflessione in classe.

Il libro presentato in questa puntata è “Uno strano italiano. Antonio Iannello e lo scempio dell’ambiente”, di Francesco Erbani, edito da Laterza.

Antonio Iannello (Napoli, 1930-1997), architetto napoletano, urbanista, uomo di cultura, è stato tra i primi ad occuparsi di ambientalismo in Italia, quando ancora questo termine non era entrato nel linguaggio politico e sociale.

Dalla fine degli anni ’60 alla fine dei ’90, è stato artefice di battaglie ambientaliste in primo luogo a Napoli, la sua città, e poi in tutta Italia quando (dal 1985 al 1990) è diventato segretario di Italia Nostra. Le sue iniziative non erano semplici battaglie per la tutela dell’ambiente, contro le speculazioni e l’abusivismo: si fondavano su un radicale senso etico che lo portava a mettere sempre in primo piano la valorizzazione del bene pubblico e dell'autorità dello Stato, spesso sacrificandosi personalmente (economicamente, negli affetti famigliari).

Boetto legge alcune pagine sul “sacco di Napoli” compiuto nel dopoguerra; la grande truffa del piano regolatore di Napoli, più volte manomesso a uso e consumo dei palazzinari; le battaglie contro la costruzione abusiva sulla costiera amalfitana dell’albergo Fuenti (ora demolito) e per la chiusura dell’Italsider di Bagnoli, che gli inimicarono anche parte del P.C.I. Infine, viene ricordato il suo impegno per la salvaguardia del territorio dopo il terremoto in Irpinia.

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