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FREDERIC ROSSIF: FILMARE IL REALE

Frédéric Rossif (1922-1990), regista televisivo e cinematografico, è stato un intellettuale scomodo che, con i suoi servizi d`attualità, si è spesso scontrato con la cultura ufficiale e il potere.
L’unità audiovisiva è interamente dedicata all’artista parigino, che, in un’intervista, bandisce dalla sua concezione dell’arte cinematografica ogni pretesa di oggettività storica, rimarcando la natura necessariamente soggettiva dei suoi film: “la ripresa è uno sguardo, il montaggio è un battito di cuore”.
Il ritratto di Rossif che ci viene proposto non passa attraverso una ricostruzione biografica lineare e diretta, preferendo a questa una immersione nelle sue opere, a partire da Morire a Madrid (1962). Il film, che narra la guerra civile spagnola utilizzando del materiale d’archivio inedito, rivela una dichiarata impronta impressionista.
Rossif, amante dei motivi italiani, sostiene che la musica e la danza hanno un linguaggio universale, che lo affascina. In eguale misura egli è attratto dalla pittura e dal mondo degli animali, verso i quali nutre una profonda ammirazione,"perché non interpretano un ruolo, non barano".

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