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Giacomo Marramao: il rischio

Il filosofo Giacomo Marramao, docente dell’Università Roma Tre, intervistato al Festival del Pensare 2017, ci parla del tema del rischio anche in relazione al mondo della finanza e del potere.

Marramao inizia il suo ragionamente ricordando l’etimologia della parola rischio. Quando il sociologo tedesco Ulrich Beck ha scritto la società del rischio l’espressione tedesca Risikogesellschaft ha a che fare con una metafora marittima, lo scoglio e non è lontana dal latino “resecare”: lo scoglio tagliente sommerso costituisce un grande rischio per la navigazione.
Il rischio è sempre collegato ad una scelta, mentre pericolo deriva dal termine greco “peras” che vuol dire limite, ed è connaturato al limite della nostra esperienza. Dalla radice greca “per” deriva anche il termine esperienza che significa attraversare il limite e dunque correre un pericolo.

La finanza, secondo Marramao, è sempre stata un rischio soprattutto nel mondo attuale dove esiste una catena di aspettative connesse con la psicologia individuale e collettiva. Nel mondo globalizzato è intervenuto un fattore nuovo costituito dai giochi di strategia di alcuni stati continente come la Cina: abbiamo una finanza di stati continente che articolano il mondo globalizzato all’interno di una competizione finanziaria fortemente strategica. È la dimensione del potere che struttura il gioco della finanza e non più il contrario.

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