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GINSBERG: IL POETA DELLA BEAT GENERATION

Al poeta statunitense Allen Ginsberg (Newark, New Jersey 1926 – New York 1997) è dedicato questo audiovisivo, realizzato a Milano in occasione del “reading” (momento importante per il poeta, che ne fece spesso occasione di incontro e scambio con i suoi lettori) del libro di liriche intitolato Saluti cosmopoliti (1986).
Allen Ginsberg proveniva da una famiglia dell’alta borghesia statunitense di origine ebraica e dalle solide convinzioni democratiche, progressiste e filocomuniste. Cresciuto negli Stati Uniti dominati dall’ombra del Maccartismo - fenomeno socio-politico che nel clima di tensione della guerra fredda tendeva a stroncare sul nascere ogni tendenza filocomunista - già negli anni del liceo e degli studi universitari sviluppò un forte impulso alla ribellione e un grande interesse verso la sorte dei più deboli, tendenza che molto presto cominciò ad esprimere in poesia. Negli ambienti universitari incontrò artisti e scrittori che sarebbero divenuti personaggi chiave del clima intellettuale americano contemporaneo, quali Jack Kerouac e Neil Cassady, che insieme a lui, avrebbero contribuito a dare forma alla cosiddetta “beat generation”.
I poeti della “beat generation”, spesso stravolti dall’uso smodato di alcol e droghe, che divennero la loro vera e propria ossessione, ma in molti casi anche la loro ispirazione, fecero della trasgressione, dell’attrazione verso la disubbidienza, il crimine e la pazzia l’oggetto della loro rappresentazione estetica. Allen Ginsberg, tra tutti, fu forse quello che nel suo stile anticonformista, non aulico, intimistico, riuscì a trarre i risultati più puri e interessanti dell’esperienza della “beat generation”.

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